«Dean» travolge la Giamaica: nove vittime

Centinaia di turisti hanno passato la notte all’aeroporto di Cancun in attesa del primo volo per tornare a casa. Oggi il rientro dello shuttle «Endeavour»

da New York

Centinaia di turisti nelle isole Cayman e nello Yucatan, in Messico, hanno dormito in aeroporto, nella speranza di trovare un volo che li riporti a casa prima possibile. Lo scalo è stato preso d’assalto e degli ottantamila visitatori che avevano scelto l’area per le loro vacanze, potrebbe presto rimanere solo un ristretto mucchio di coraggiosi. In 47mila sono già scappati e altri trentamila potrebbero seguirli entro oggi.
Perché l’uragano «Dean» fa paura, avanza seminando il terrore fra la popolazione locale e i turisti, minaccia la vita delle popolazioni locali ma soprattutto minaccia di diventare sempre più devastante. Il National Hurricane Center di Miami ha riferito che la furia dei venti sta aumentando e che l’uragano potrebbe essere classificato di livello 5, il più alto della scala di misurazione dei tifoni. Insomma, la massima potenza deve ancora essere raggiunta.
Intanto «Dean» ha già seminato le prime vittime. Almeno nove persone sono morte ieri in Giamaica e una resta dispersa a causa della furia dei venti che si sono abbattuti a velocità di circa 240 chilometri orari nel sud del Paese e per i prossimi trenta giorni il governo ha dichiarato lo stato di emergenza, anche nel timore di azioni di sciacallaggio. Secondo una prima stima, nelle Antille francesi i danni avrebbero raggiunto quota 250 milioni di euro. «Questa cifra riguarda solo le infrastrutture, le strade e la rete elettrica - ha spiegato un portavoce del ministero dell’Interno, lasciando intendere che dal conteggio mancano gli ingenti danni all’agricoltura, per esempio alle piantagioni di banane.
Dopo aver colpito Martinica, Haiti e la Repubblica Domenicana, lasciandosi alle spalle danni e terrore, l’uragano si dirige adesso verso il Messico e si muoverà poi in direzione del Texas. Il governatore dello Yucatan, Quintana Roo, ha decretato lo stato di massima allerta. La misura adottata dalle autorità locali prevede l’accelerazione del dispositivo di sicurezza messo in atto per l’evacuazione della popolazione, in particolar modo nelle zone giudicate maggiormente a rischio.
A Cancun sono stati evacuati novantamila turisti e riportati a terra i circa tredicimila lavoratori impegnati nelle 140 piattaforme petrolifere del Golfo del Messico ed è entrato in vigore l’allarme arancione, che indica un rischio imminente di calamità. La Nasa ha nel frattempo confermato il rientro anticipato sulla Terra dello shuttle Endeavour, che domenica si era staccato dalla Iss, la Stazione Spaziale Internazionale «Alpha» e aveva concluso le operazioni in orbita ventiquattro ore prima del previsto. Lo shuttle è atteso in Florida, al centro di Cape Canaveral, per le 12.32 di oggi ora locale, quando in Italia saranno le 18.32.
Intanto resta la paura anche per i turisti italiani in vacanza nell’area. La Farnesina, che nei giorni scorsi aveva chiesto ai connazionali di evitare allarmismi, ha confermato di essere in stretto contatto con le autorità del posto e ha chiesto agli italiani di adeguarsi alle misure di protezione adottate dai Paesi ospitanti.
In vista dell’arrivo dell’uragano in Texas, negli Stati Uniti, il presidente americano George W. Bush ha decretato lo stato di emergenza preventivo, segno che intende evitare gli errori commessi dal passaggio di Katrina due anni fa.