Con Del Debbio Mattino Cinque diventa più dotto

Prima c’era un giornalista, saggista, dottore in Lettere e Filosofia (con una tesi di laurea su Ambrogio Viale, poeta del ’700), autore, tra l’altro, di una commedia scritta a quattro mani con Eduardo De Filippo. C’era ma in realtà c’è ancora. Si è solo ritirato dietro alla scrivania essendo anche il direttore di Videonews. Oggi c’è un professore di Etica ed Economia e di Etica della Pubblicità che la notte, al telefono, spesso discetta con gente come lui di Heidegger, Schopenhauer e della Critica della Ragion Pura. E poi c’è un divano comodo con un uomo con una profonda conoscenza di Freud visto che è laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Psichiatria a Torino e ha pure conseguito il Baccalaureato in Filosofia e Mistica al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma. E allora, se fosse Mattino Cinque il salotto colto della tv? Ieri Claudio Brachino, oggi Paolo Del Debbio, in mezzo, sempre, lo psichiatra Alessandro Meluzzi. I temi li portano un po’ in trasferta da loro stessi, c’è quella finestra del programma che è una specie di Corte D’Assise col Grande Fratello imputato perenne, ci sono i servizi «leggeri» sulla chirurgia plastica, o sugli amori «delle Canalis», pensieri che, normalmente, non colonizzano le loro teste. Ma nel contenitore non c’è solo questo e nel contenitore ci sono anche loro. «Il Grande Fratello è come Sanremo che è come la Dc» diceva qualcuno. Allora perché schiacciarlo sotto una verticale indifferenza? Il gioco, se l’argomento è basso, è di affrontarlo in modo alto. Meglio il calibro (sia detto senza ironia per la stazza perché è anche dimagrito) di Paolo Del Debbio per parlare del surreale salumaio di Cinecittà.
Il fatto di essere lì, ad incarnare tutto il suo antivelinismo, fa parte della sua bizzarria da toscano e del suo essere un intellettuale magari lontano dalla gente ma non da quello che pensa la gente. Non a caso Secondo voi, il programma che conduceva prima, era una microinchiesta quotidiana sull’attualità fatta intervistando persone comuni nelle piazze italiane.
Dovendo reggere il gioco delle parti, ogni tanto prende traiettorie curiose perfino per se stesso, come ieri, quando si è trovato a relativizzare il giudizio dei «moralisti» dubbiosi riguardo le frettolose, furbissime nozze mediatiche minacciate da George e Carmela. Aveva la faccia di uno che doveva raccontare una barzelletta a qualcuno che già la conosceva. Ma, se proprio gioco delle parti dev’essere, meglio che tocchi a uno che si diletta con Kant.