Debiti con i fornitori, rinvio sui Bot

La notizia era trapelata nelle ultime ore precedenti il Consiglio dei ministri dei record (per la durata). La macchina statale è in rosso, ergo far sì che i crediti maturati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione possano essere rimborsati anche in titoli di Stato. Lo prevedeva una bozza provvisoria del decreto. Si tratta dei debiti maturati fino al 31 dicembre 2011 per un importo massimo di 2 miliardi, in virtù della direttiva europea 2011/7 che impone il pagamento a 30 giorni, non oltre i 60. Mentre oggi per saldare si arriva a 500 giorni e più.
Invece tutto, almeno fino a venerdì prossimo quando il governo varerà un altro maxi decreto sulle semplificazioni, è rimasto fermo. Un nodo ancora da sciogliere per il premier Monti: «Di questo non si è parlato, per ora. Non è escluso ma siamo consapevoli dei grandi debiti per le forniture delle amministrazioni pubbliche. È un serio problema che stiamo affrontando, ma noi preferiamo annunciare le decisioni quando sono prese». Stile da tecnici. Anche il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera davanti ai giornalisti ha fatto melina, pur riconoscendo la necessità di sbloccare la situazione: «C’è la massima attenzione e ci stiamo lavorando perché è chiaro che dobbiamo rispettare i vincoli di bilancio. Ma è chiaro anche che dobbiamo fare qualcosa».
I sindacati sono pessimisti: «Questa del pagamento dei debiti in Bot rischia di essere una buona idea per i titoli, ma non per le imprese e gli imprenditori», prevede il segretario generale della Funzione pubblica Cisl, Giovanni Faverin. Sarebbe troppo complicato far rispettare la nuova tempistica alla nostra burocrazia, persa in 15mila rivoli. Un’altra ipotesi è che si utilizzi la Cassa depositi e prestiti, a garanzia della Pa, che potrebbe anticipare per conto dello Stato e poi ristornare nelle dotazioni finanziarie di ogni anno.