Debiti Mancano i soldi per pagare i supplenti e i commissari della maturità

I commissari della maturità a giugno hanno fatto e faranno il loro dovere: hanno interrogato gli studenti, hanno corretto le prove scritte e valutato attentamente ogni singolo caso per una votazione corretta. Peccato però che siano ancora in attesa di essere pagati. Il problema è comune a più insegnanti, ma questo non sembra il periodo migliore per battere cassa e chiedere il pagamento arretrato. A rischio quindi ci sono anche i commissari di quest’anno. «Certi presidi - risponde alle polemiche sul caso il ministro all’Istruzione Maria Stella Gelmini - dovrebbero comparire di meno sui giornali. Occuparsi meno di politica e fare un po’ di più i dirigenti». Che le casse della scuola lombarda non versino in ottime condizioni non è una novità: i bilanci sono pressoché al collasso e il buco ammonta a circa 80 milioni di euro. Per giunta, il debito è destinato a crescere: le scuole per il 2009 riceveranno dallo Stato 70 milioni ma le spese sono circa il doppio. Il provveditore Antonio Lupacchino ha chiesto alle scuole di fornire, entro il 20 marzo, i dati sul loro debito, per poter stendere una relazione da inviare a Roma.
«È evidente a tutti - puntualizza la Gelmini - che il governo stia lottando contro gli sprechi, in ogni settore, scuola compresa. Sulla situazione di sofferenza della scuola e sui costi delle supplenze, al ministero abbiamo aperto un tavolo». È in corso la messa a punto di un piano per ridurre i costi e la ricetta si chiama: autonomia scolastica. Più le scuole saranno autonome nel gestire le proprie risorse, più si riuscirà a rientrare nelle spese. «È dal 2006 - aggiunge il ministro - che si sono generate queste sofferenze per la progressiva riduzione delle risorse contro cui combattiamo da quando ci siamo insediati al governo».
Gli istituti intanto restano in attesa: di tutto. Di trovare i soldi, in qualche modo, per coprire le supplenze di questo anno scolastico, per comprare la carta per fare le fotocopie, per provvedere a mandare avanti gli istituti e tappare i debiti.