«Debito al 54% se tagliamo gli statali come in Germania»

da Milano

«Se l’Italia riducesse la Pubblica amministrazione come ha fatto la Germania, il debito pubblico tra sei anni scenderebbe al 54% del Pil, ben al di sotto dei parametri di Maastricht, fissato al 60%». L’analisi arriva dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che sottolinea: «In Italia i dipendenti pubblici “pesano” l’11% del Pil, in Germania invece rappresentano solo il 7,2% della ricchezza nazionale prodotta». Recuperare quei 3,8 punti percentuali - osserva la Cgia - darebbe alla nostra economia una spinta consistente al risanamento della finanza pubblica».
«Accanto a questi già apprezzabili risvolti - commenta la Cgia di Mestre - c’è da considerare anche un’altra forma di economia indotta dalla nuova e più oculata gestione della spesa pubblica destinata a sostenere i redditi dei dipendenti dello Stato. Infatti, riducendosi più rapidamente la quota capitale, diminuirebbe anche l’ammontare degli interessi da corrispondere e calcolati sulla stessa». Insomma, si potrebbero pagare meglio gli statali riducendone il numero e contribuendo, contemporaneamente, alla riduzione del «peso» degli interessi sul bilancio in rosso dello Stato.
Secondo l’elaborazione degli artigiani, basata su dati Eurostat - si potrebbero risparmiare più di 38 miliardi di euro nel 2014». Il come è presto detto. Se quel 3,8% di Pil, pari a 4,37 miliardi di euro, venisse «speso» per pagare gli interessi sul debito, lo stesso scenderebbe al 98,6% nel 2008, al 91,2% nel 2009, all’83,7% nel 2010, al 76,3% nel 2011, al 68,9% nel 2012 e al 61,4% nel 2013. L’anno successivo il debito sarebbe calato di 38,24 miliardi di euro e si assesterebbe a 1.062 miliardi di euro, il 54% del Pil.