Il debito di Dubai World non garantito dal governo Crescono i timori in Borsa

Il ministero delle Finanze: il governo di Dubai non
intende garantire i debiti di Dubai World. I suoi creditori
subiranno "a breve termine" le conseguenze della
ristrutturazione del debito della conglomerata

Dubai - Il governo di Dubai non intende garantire i debiti di Dubai World e i suoi creditori subiranno "a breve termine" le conseguenze della ristrutturazione del debito della conglomerata. Lo sostiene Abddulrahman al-Saleh, direttore generale del ministero delle Finanze di Dubai.

Il governo non garantisce i debiti  Abdulrahman al-Saleh ha spiegato che le banche locali non hanno bisogno di ulteriori iniezioni di liquidità da parte della banca centrale. Il funzionario ha inoltre definito "esagerata" la reazione dei mercati e non in linea con l’entità del problema debitorio di Dubai World. La ristrutturazione della holding pubblica, secondo il funzionario, avrà inoltre delle ripercussioni per i creditori nel breve termine ma dei benefici sul lungo periodo. In ogni caso, i creditori devono assumersi la responsabilità delle proprie decisioni nella concessione del credito. "I creditori devono assumersi parte della responsabilità per la loro decisione di dare credito a queste società. Pensano che Dubai World faccia parte del governo, che non è corretto", ha detto. La conglomerata Dubai World la settimana scorsa ha chiesto per sè e per la società immobiliare Nakheel una moratoria di sei mesi per il rimborso di miliardi di debito allo scopo di procedere alla ristrutturazione delle proprie attività.

Giornata nera in Borsa Giornata molto negativa per le due borse degli Emirati Arabi che hanno chiuso in netto ribasso. Il Dfm segna -7,30%, Adse -8,30%. La stampa economica emiratina si è sfogata attaccando la ’distorsionè orchestrata dai media internazionali su Dubai." È ridicolo - afferma il quotidiano Emirates Business - che un annuncio insignificante in tempi di pre-crisi possa avere il potenziale di far crollare i mercatì. All’annuncio sono stati legati non solo la vulnerabilità delle transazioni finanziarie in borsa, ma anche il declino dei prezzi del petrolio e del dollaro e l’instabilità dell’oro", ricorda il giornale. "Che tutto questo possa accadere perché Dubai World ha chiesto sei mesi per rimettere a posto i suoi conti - si legge sul quotidiano - è difficile da digerire. Soprattutto perchè non ha senso".