Debito Fiat: per gli analisti è già sceso sotto il miliardo

da Milano

Martedì prossimo il consiglio di amministrazione della Fiat approverà i dati del secondo trimestre. In attesa che tra oggi e domani venga reso noto il consensus degli analisti, nelle sale operative si azzardano le prime previsioni su quello che la prossima settimana annunceranno il presidente Luca di Montezemolo e l’amministratore delegato Sergio Marchionne.
Per Banca Akros, tra le prime nei giorni scorsi a far conoscere le proprie aspettative, l’attesa è di «un trimestre fortissimo». Dello stessa opinione è Mediobanca: «Ci attendiamo un secondo trimestre forte - commentano a Piazzetta Cuccia -: bene l’Auto insieme a Iveco, grazie al buon impatto del Daily, e a Cnh, il cui andamento negli Stati Uniti è migliore rispetto al mercato. Ci potrebbero essere sorprese positive anche sul fronte della generazione di cassa». Per Akros, comunque, tra aprile e giugno il Lingotto avrebbe fatturato 14,650 miliardi di euro (più 7,7%) e registrato un trading profit di 953 milioni, con un balzo del 44,6%. La stessa banca ipotizza, inoltre, che il debito industriale (circa 1,3 miliardi nel primo trimestre) sia già sotto quota 1 miliardo (991 milioni è la stima), risultato che in questo caso sarebbe raggiunto con largo anticipo rispetto alle recenti previsioni dello stesso Marchionne («ridurremo l’indebitamento netto industriale sotto il miliardo entro dicembre»). Nel suo report, che tra l’altro innalza il prezzo obiettivo dell’azione Fiat da 23,48 a 27 euro, Banca Akros stima per l’Auto un fatturato di 6,834 miliardi (più 13%) e un trading profit di 198 milioni (più 125%). Il trimestre, inoltre, potrebbe essere il primo senza perdite per Maserati («rosso» di 100 milioni tra gennaio e marzo 2007) che proprio in questi giorni è impegnata nel lancio internazionale del suo ultimo modello, la GranTurismo.
Secondo le prime indicazioni, il consensus degli analisti vedrebbe i ricavi di Fiat Group oscillare tra 14,2 e 15 miliardi di euro, mentre il risultato della gestione ordinaria sarebbe compreso tra 780 e 870 milioni, un po’ al di sotto della stima di Akros.
A trainare l’Auto, per la banca d’investimento del gruppo Popolare di Milano, sono soprattutto il mercato italiano, con un incremento dei volumi dell’11,8%, e quello sudamericano (più 30/40%).
In attesa dei dati ufficiali, che saranno comunicati martedì prossimo, ieri a Piazza Affari il titolo Fiat non ha brillato: le azioni, dopo la corsa delle ultime settimane, hanno fatto un passo indietro dello 0,8% chiudendo a 23,3 euro. In calo anche i titoli delle holding che fanno capo alla famiglia Agnelli: Ifil (meno 0,8% a 8,35 euro) e Ifi privilegiate (meno 1,23% a 30,59 euro).