Debito statale nuovo record: 1.800 miliardi

Nuovo record per il debito pubblico: secondo i dati di Bankitalia, a ottobre si è attestato a 1.801,6 miliardi di euro contro i 1.786,8 miliardi di settembre. La tendenza al rialzo va avanti da dicembre 2008. In un mese, tra settembre e ottobre, il debito è cresciuto di 15 miliardi. La crescita tra settembre ed ottobre, in valore assoluto, è di 14,7 miliardi ed è imputabile per la quota più rilevante alle amministrazioni centrali.
Buone notizie invece sul fronte fiscale: sempre a ottobre, le entrate si sono attestate a 28,4 miliardi contro i 20,1 miliardi di settembre. Sempre secondo i dati di Bankitalia, nell’ultimo Bollettino statistico, si tratta di un’inversione di tendenza: le entrate tributarie, infatti, dallo scorso giugno risultavano in calo.
Tornando al debito, i consumatori fanno i calcoli: in pratica, a questi livelli significa che ogni italiano conta un debito di ben 30mila, o se si preferisce di ben 85.761 euro per ognuna delle famiglie italiane. Per i consumatori, il debito è così cresciuto di 137,963 miliardi di euro in soli 10 mesi, con un aumento dell’8,3% a una media di 13,8 miliardi al mese, nonostante tassi di interesse tra i più bassi dal primo dopoguerra, poiché il dato di dicembre 2008 fornito dalla stessa Bankitalia lo collocava a 1.663,6 miliardi di euro.
Se il governo non interromperà un trend negativo, il debito pubblico è destinato a crescere ancora, secondo le proiezioni dell’Adusbef, di altri 142 miliardi nei prossimi 12 mesi, attestandosi alla cifra spaventosa di 1.943,784 miliardi nell’ottobre 2010, con un gravame pari a 32.396 a testa e di ben 92.561 euro a nucleo familiare. In 11 anni, il nostro debito pubblico è aumentato del 45,2%, passando dai 1.241 miliardi di euro del dicembre 1998, ai 1.801,600 miliardi nell’ottobre 2009, crescendo così di ben 560,6 miliardi.
A proposito di dati, non si arresta l’emorragia di posti di lavoro: gli occupati nell’Eurozona scendono dello 0,5% (-712mila unità) nel terzo trimestre rispetto ai precedenti tre mesi e arretrano del 2,1% su base annua. In Italia il calo è stato dello 0,5% trimestrale e dell’1,3% annuale. Male anche la produzione industriale nell’Eurozona, calata dello 0,6% mensile a ottobre, dopo il +0,2% di settembre e scesa dell’11,1% su base annuale, anche se in Italia registra un +0,5% a ottobre, dopo il -5,1% di settembre. Male Francia (-0,9%) e Germania (-1,8%).