Debito, Tremonti avverte Bruxelles: "Un accordo su tutto oppure niente"

Rehn chiede "più coraggio" sul
fronte della stretta dei debiti. Tremonti favorevole: "Non ci sarà accordo su niente se
non c’è accordo su tutto"

Roma - "Non ci sarà accordo su niente se non c’è accordo su tutto". Al termine dell’Ecofin, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti fa sapere che "l’Italia è a favore di una maggiore disciplina sul fronte del debito pubblico, ma non pensa che venga presa in considerazione anche la finanza privata dei Paesi". Secondo il numero uno di via XX Settembre, però, "alla fine la posizione dell’Italia passerà". In serata il Senato voterà il decreto Milleproroghe, sul quale il governo ha posto la fiducia.

La Rehn chiede più coraggio Il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, lancia all’Ecofin un appello agli Stati membri, chiedendo "più coraggio" sul fronte della stretta dei debiti pubblici e sottolineando la necessità di prevedere nel Patto Ue di stabilità e di crescita un "benchmark numerico" che indichi di quanto dovrà scendere ogni anno il debito in eccesso. La proposta della Commissione Ue prevede un ritmo di discesa nell’arco di tre anni di un ventesimo l’anno del debito che eccede il 60 per cento. La Rehn invita l’Ecofin a "superare gli scogli che ancora esistono sul fronte della risposta complessiva da dare alla crisi". In particolare, il commissario Ue spiega come uno dei nodi ancora irrisolti è quello che riguarda "il braccio correttivo del Patto europeo di stabilità e di crescita, con l’esigenza di rendere realmente operativo il criterio del debito pubblico attraverso la fissazione di un benchmark numerico". "Stiamo facendo importanti passi decisivi - aggiunge Rehn - ma serve più audacia. E per questo mi appello a tutti gli Stati membri, che devono dare prova di un nuovo impegno".

Le riserve dell'Italia Dai documenti preparatori dell’Ecofin emergevano le riserve espresse da Italia e Grecia sull’introduzione di un benchmark numerico per la riduzione del debito pubblico. Anche se il ministroTremonti ha più volte espresso soddisfazione per il fatto che la proposta della Commissione Ue preveda di tener conto di tutti i cosiddetti "fattori rilevanti" che determinano la situazione dei conti di un Paese: dal livello del debito privato, alla situazione del sistema pensionistico, all’esposizione del sistema bancario.