Debito Usa, bloccato al Senato il piano Reid Ora si tratta per l'accordo con i repubblicani

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Il piano dei democratici non ha raggiunto i 60 voti al Senato per essere approvato. La Camera alta del Congresso apre ad un intesa bipartisan: il tetto del debito sale fino a 2.800 miliardi di dollari, tagli alle spese
leggermente superiori. L'accordo deve arrivare entro martedì
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Washington - Come previsto, il Senato respinge il piano di riduzione del deficit e del debito da 2.400 miliardi di dollari del leader dei democratici in Senato, Harry Reid. Il provvedimento ha ottenuto 50 voti contrari e 49 favorevoli, ma per essere approvato ne servivano almeno 60. Il voto definitivo sul piano è previsto alle 7.00 di domani mattina, ore 13.00 italiane. La battuta d’arresto potrebbe essere solo momentanea con l’intensificarsi delle negoziazioni su un accordo bipartisan, che potrebbe essere basato sulle modifiche dello stesso piano Reid.

Un voto scontato Si è trattato infatti di un voto procedurale, che era necessario per mettere fine al dibattito sul testo proposto da Reid e portare la legge al voto dell’aula. Reid ha votato contro il suo stesso piano, una mossa che gli consentirebbe in caso di necessità di ripresentare la proposta. L’esito del voto era scontato, tanto più che il piano democratico era già stato preventivamente messo ai voti e quindi bocciato dalla Camera. Proseguono ora le trattative sull'accordo bipartisan, che deve essere trovato entro il 2 agosto: "ho fiducia nel fatto che riusciremo a trovare un compromesso", ha detto Reid subito dopo il voto del Senato.

Un piano contestato Già la notte scorsa è stato rinviato il voto con cui, secondo le minacce del pomeriggio, la minoranza repubblicani intendeva affossare una volta per tutte il piano del leader democratico Harry Reid, che ormai costituisce il testo su cui cercare il compromesso. "Ci sono molti elementi che devono essere ancora finalizzati - ha detto lo stesso Reid - e distanze da essere colmate prima che un accordo possa essere completo, ma io credo che dobbiamo dare a tutti il maggior spazio possibile per fare il proprio lavoro".

La svolta nella trattativa La svolta è avvenuta ieri quando il leader della minoranza al Senato, Mitch McConnell, nella stessa lettera con cui annunciava che 43 senatori Gop definivano inaccettabile il piano di Reid chiedeva di riprendere immediatamente i negoziati diretti con la Casa Bianca. "Sono felice di vedere questa mossa verso la cooperazione e il compromesso e spera che porti frutti", ha detto ancora Reid, mentre McConnell da parte sua si è detto "ora pienamente impegnato" insieme allo Speaker John Boehner nei negoziati con la Casa Bianca.

L'aumento del debito La stampa americana riferisce che l’accordo, non ancora definitivo, prevedrebbe un aumento del tetto del debito fino a 2.800 miliardi di dollari e tagli alle spese leggermente superiori. L’aumento del debito avverrebbe in due fasi, la prima da 1.000 miliardi di dollari immediata. Una commissione dovrebbe poi raccomandare, entro il Giorno del Ringraziamento, ulteriori tagli fino a 1.800 miliardi di dollari per un secondo aumento del tetto del debito in grado di coprire i bisogni finanziari del paese fino a dopo le elezioni: se il Congresso non approverà i tagli entro la fine di dicembre scatteranno tagli automatici alla spese anche. Al Congresso sarebbe richiesto di votare un emendamento alla Costituzione per un budget bilanciato ma l’approvazione non è necessaria.