Debutta a Firenze la ronda padana

È una sorta di polizia privata, una servizio d’ordine di cittadini che pattugliano la città per frenare criminali e malviventi. È il sogno della sicurezza padana. Nessun linciaggio, nessun regolamento di conti, sia chiaro, ma solo un servizio d’ordine volontario, pronto a chiamare polizia e carabinieri in caso di difficoltà. Un esperimento che se funzionasse potrebbe essere esteso nel resto d’Italia. Per la prima volta le ronde anticriminalità della Guardia Padana arrivano a Firenze. Ad annunciarlo è Pino Arborea, commissario provinciale della Lega Nord. La decisione è stata ufficializzata a poche ore dall’aggressione subita martedì da un’anziana ad opera di un rumeno. «Dopo la brutalità e lo scippo sulla signora Pina - scrive Arborea - compiremo una ronda nel quartiere di San Lorenzo. Per questo scopo abbiamo recentemente installato a Firenze una sezione operativa della Guardia nazionale che, come molti sanno, è legalmente riconosciuta quale Protezione civile». La ronda delle Camicie Verdi vuole essere non solo «una provocazione - afferma il responsabile della Guardia Padana fiorentina, Lorenzo Proia - ma soprattutto un deterrente contro la violenza. È la dimostrazione che si può stare vicini ai cittadini in modo concreto e non soltanto con promesse e parole». Le Camicie Verdi saranno di ronda dalle 21.30 alle 3 di notte, ovviamente disarmate. «Se verremo provocati, reagiremo - dice Proia - ma poi chiamiamo i carabinieri».

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