Debuttanti tra valzer, divise e mail

Archiviati jeans a vita bassa, piercing e ballerine, per una sera va in scena l'eleganza. Abiti ricchi di volant e pailettes, tacchi alti, acconciature elaborate, sorrisi radiosi: entrano così nel salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale le 119 diciottenni che ieri sera a Genova hanno fatto il loro ingresso in società. Timide ma con negli occhi tanta voglia di sognare. Il ballo delle debuttanti, in fondo, è proprio la testimonianza di come anche nell'adolescente più scatenata e anticonvenzionale si nasconda inconfessata la voglia di vivere una favola e magari incontrare il principe azzurro. E quando tra le alte volte del salone sono riecheggiate le note della marcia di Radetski e le diciottenni accompagnate dai cadetti hanno fatto il loro ingresso ufficiale, per un attimo è sembrato davvero di trovarsi in un castello.
E speciale, il ventesimo ballo delle debuttanti di Genova, che rappresenta un'occasione per aiutare il Fondo tumori e leucemie del bambino dell'ospedale Gaslini, lo è stato davvero. Anche per alcune partecipanti davvero particolari. Per la prima volta in pista sono scese anche delle cadette donne: quattro provenienti dall'accademia della marina mercantile di Genova e due dall'accademia della marina militare di Livorno. Pronte a sfatare il dubbio che la divisa possa essere d'ostacolo alla femminilità, visto che la più fotografata della festa è stata proprio una di loro. Agata Torrisi, 21enne siciliana «fiera di indossare la divisa - sorride accanto al suo giovane accompagnatore del Rotary - ma anche di poter danzare in uno scenario da favola». Una fiaba divisa con le diciottenni genovesi che emozionate hanno aperto le danze sulle note del Danubio blu di Strauss accanto ai cadetti dell'Accademia Italiana della Marina Mercantile, dell'Accademia Navale di Livorno, dell'Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo e della Scuola Militare dell'Aeronautica di Firenze. Solo ventisei debuttanti hanno preferito essere accompagnate dal fidanzato che per l'occasione ha accettato servizievole di indossare lo smoking. Altre trenta ragazze nate tra il 1990 e il 1991 invece hanno dovuto abbandonare il loro sogno: «Purtroppo - spiega Paola Piastrelli, storica organizzatrice del galà - abbiamo dovuto rifiutare alcune richieste perché non avevamo abbastanza cavalieri in divisa». Chi invece è riuscita ad accaparrarsi l'ambito biglietto da 150 euro (completamente devoluti in beneficenza) il sogno l'ha vissuto, sino in fondo.
Coccolate dai genitori, arrivati con macchine fotografiche e videocamere, vezzeggiate dagli organizzatori, sostenute dai parenti, invidiate dalle amiche, guardate con sincera ammirazione - e un pizzico di gelosia - dai fidanzati. Sono imbarazzate, le debuttanti al loro arrivo. Il timore più diffuso è quello di cadere dai tacchi: «Non si vede che traballiamo? - domandano ansiose Ilaria e Paola - Su trampoli così non ci eravamo mai salite». Ma per far sciogliere la tensione basta un attimo.Il sogno, inconfessato, della maggioranza di loro è quello di conoscere un bel cadetto che le faccia sognare. Ma soprattutto divertire. E infatti quando le prime divise si stagliano all'orizzonte, tra le diciottenni partono le speranze e i commenti acidi: «Oddio no, quello pelato che sembra mio nonno proprio no - Giada sembra terrorizzata - Piuttosto faccio dietro front, scendo le scale, prendo al braccio mio padre e ballo con lui». Ma è solo un attimo. Poi le divise ritornano a esercitare su tutte le ragazze il loro fascino antico. E insieme si possono aprire le danze. Dopo i primi balli ufficiali l'orchestra si adegua all'età e ai gusti di queste piccole principesse e lascia spazio alla musica da discoteca. Trasformando il salone dove secoli fa i dogi ricevevano i regnanti stranieri in una pista per balli sfrenati e anche qualche lento, condito da languide occhiate con i cadetti e in alcuni casi con lo scambio dei numeri di telefono e delle mail. In fondo, da questo ballo sono nate tante storie, ripetono gli organizzatori. E anche un matrimonio felice con figli.
A mezzanotte, proprio come nelle favole, brindisi, torta e i ringraziamenti per avere aiutato la causa del Fondo tumori e Leucemie del bambino che da quarant'anni opera a sostegno del Dipartimento di Ematologia ed Oncologia Pediatrica dell'Istituto Giannina Gaslini. Poi si torna a ballare.