Debutto a passo di valzer per le «damine» del Duemila

Emanuela Ronzitti

Le più giovani hanno 16 anni, le più grandi 19, ma sembrano tutte più grandi. Delle vere donne. Sono le protagoniste dell’edizione 2006 del «ballo delle debuttanti», che per una notte hanno vissuto la magia incantata del valzer viennese, segnando così ufficialmente il loro ingresso in società. Nella affascinante cornice di Villa Miani, venerdì sera i duecentocinquanta studenti del rinomato istituto scolastico di Villa Flaminia hanno aperto le danze sulla terrazza panoramica della storica residenza di Monte Mario, regalando un sogno romantico alle giovani studentesse, anche se per una sola notte.
Sono le ore 21, quando sfavillanti automobili tirate a lustro per l’occasione sfilano nel viale centrale della villa. Pochi istanti e dall’auto spunta un drappo rosa. È la prima debuttante della serata, si chiama Federica, ha 19 anni ed è all’ultimo anno di liceo classico. A «bordo» di tacchi mozzafiato si incammina lungo la scalinata di marmo, pronta a varcare lo sfarzoso salone d’ingresso al passo delle melodie di Strass e a mescolarsi con le altre giovani avvolte, anche loro, in abiti sfarzosi stile Ottocento. A spezzare la magia della tradizione, l’assenza giustificata degli allievi della scuola ufficiali dei Carabinieri di Roma, in lutto dopo la tragedia di Nassirya. Sono loro che avrebbero dovuto accompagnare le giovani al debutto. Le quali invece si devono «accontentare» di cavalieri molto meno «glamour»: i compagni di scuola, in smoking tirato a lustro per l’occasione.
Via alle danze e la serata ha inizio. E le mamme? Ci sono anche loro, naturalmente, ma arrivano di nascosto per sorvegliare le loro piccole donne. Il ballo delle debuttanti all’origine (nel Settecento) era l’occasione più ambita dalle giovani ragazze di buona famiglia, l’occasione d’oro per trovare un uomo che le rendesse felici. Oggi invece, i tempi sono cambiati e la favola di Cenerentola non incanta più nessuna teen-ager. «Il valore di questa festa oggi è diverso - commenta Maria Grazia Sidori, vicepreside dell’istituto di Villa Flaminia e organizzatrice dell’evento -. Oltre all’aspetto della socializzazione, è importante per noi lo scopo benefico».
La serata, infatti, oltre che a festeggiare i 50 anni dell’istituto, è servita per «raccogliere fondi per finanziare borse di studio - aggiunge la vicepreside - a favore di quei ragazzi che vorrebbero studiare nella nostra scuola ma non se lo possono permettere». Inoltre «una parte dei proventi andranno a sostegno delle adozioni a distanza e infine, un’altra somma andrà a sovvenzionare la mensa Caritas della nostra scuola che ogni giorno regala 200 pasti caldi per i senzatetto».
Ma anche se a fin di bene, la serata scatena come un tempo la competitività tra le giovani dame. E così, nonostante il «diktat» della scuola, che aveva ordinato alle ragazze di rispettare una certa sobrietà, si è scatenata comunque tra le ragazze la gara al vestito più bello. E come biasimare le «debuttanti»? «Per una notte mi sento come la principessa Sissi», dice Valentina, 16 anni. Che però nasconde dietro l’aria sognante uno spirito decisamente pratico: «Per trovare l’abito - aggiunge - ho impiegato dieci giorni e ho fatto spendere solo 300 euro alla mamma». Un po’ meno parsimoniosa invece si è dimostrata Monica, 18 anni, che di giorni per trovare l’abito giusto ne ha impiegati quindici e, non contenta, ha pure «mandato in rovina mia madre, ho speso 3500 per un abito di Cavalli da sogno». Per i ragazzi invece è un’altra storia, come per Claudio 19 anni: «Ho preso il primo abito elegante che avevo nell’armadio e sono venuto alla festa». Non c’è che dire: anche i principi azzurri non sono più quelli di una volta.