Un decalogo guida i 300 specialisti italiani

da Roma

Quanti sono gli esorcisti in Italia? Circa 300. A Milano, ad esempio, attualmente sono nove. Che cosa fa un esorcista? «Prima di tutto è un uomo di ascolto per vedere che cosa il caso richiede - afferma padre Gabriele Amorth, il più esperto degli esorcisti italiani -. Il più delle volte la nostra gente ha solo bisogno di avvicinarsi a Dio. Non si tratta di avere bisogno di esorcismi, ma di conversione. Credo che ogni esorcista possa testimoniare di avere avvicinato alla preghiera, ai sacramenti, alla pratica cristiana, molte più persone lontane da quando ha iniziato il ministero di esorcista, che in antecedenza, quando ricopriva altri incarichi. Vivere in grazia e ciò che questo comporta (preghiera, sacramenti, istruzione religiosa... ) resta anche sempre il mezzo preventivo e curativo più efficace».
«Un secondo compito dell’esorcista - afferma ancora padre Amorth, che ha scritto quasi una sorta di decalogo della sua singolare “specializzazione” e l’ha pubblicato sulla rivista Vita pastorale - è quello di tranquillizzare le persone. Oggi sono proprio tanti coloro che ritengono di avere la iella, di essere stati raggiunti da un qualche maleficio a opera di persone invidiose, gelose, perverse, concorrenti in affari e via dicendo. Inutile dire - aggiunge il sacerdote - che spesso questa convinzione viene confermata o fatta nascere da persone sbagliate che si sono consultate: maghi, cartomanti, sedicenti veggenti o carismatici, di cui c’è un’invasione e una continua pubblicità da parte dei mass media. Ogni sacerdote e ogni persona di buon senso sarebbe in grado di tranquillizzare questi tormentati; ma la parola dell’esorcista è più efficace perché è un po’ considerato un professionista in questo campo».
«Infine il compito dell’esorcista - conclude Amorth - è di esorcizzare, quando vede che ne sono presenti le condizioni. Ci possono essere semplici motivi di sospetto, che con una brevissima preghiera esorcistica vengono chiariti. Si inizia sempre con molta semplicità e brevità. Solo chi ha un’ignoranza totale di questo ministero immagina che l’esorcismo sia un qualche cosa di spaventoso, di traumatico. Tale effetto può verificarsi nei presenti inesperti, non nella persona colpita, se nel corso dell’esorcismo o addirittura al suo inizio, si manifestano reazioni esterne violente o fenomeni strani. Proprio perché l’esorcismo, e solo l’esorcismo, può verificare se i fenomeni “di sospetto” nascondono una causa malefica o no, i primi esorcismi hanno importanza diagnostica più che curativa».