Decapitate le bande degli ecuadoriani

Un'operazione per arginare il fenomeno della criminalità delle baby-gang sudamericane a Genova è stata condotta nella notte dalla polizia del commissariato Prè che ha arrestato 14 ecuadoriani, di un'età compresa tra i 18 ed i 28 anni, appartenenti alle bande dei Latin King e dei Netas, le più forti nel capoluogo ligure, sulla base di altrettanti ordini di custodia cautelare emessi dal gip della procura su richiesta del pm Marco Airoldi.
Nel corso dell'operazione sono stati arrestati anche quelli che vengono indicati come i due capi storici delle formazioni dei Netas e dei Latin King, Roman Dicao Franklin Douglas e Maximiliano Mario Baca Cedeno.
Non è stato possibile eseguire altre quattro misure in carcere emesse dalla stessa procura perchè due ecuadoriani erano già stati rimpatriati dall'ufficio immigrazione della questura, mentre altri due avevano già lasciato l'Italia.
Gli arresti, secondo quanto spiegato dal dirigente del commissariato Prè, Evandro Clementucci, seguono una lunga indagine per risse, furti, rapine e lesioni commesse tra il 2004 ed il 2006, nel corso degli scontri tra queste due bande, nella lotta per la supremazia ed il controllo del territorio.
L'operazione denominata «Pandillas» segna un momento importante nel contrasto alle bande giovanili poichè per la prima volta, come ha sottolineato il questore di Genova Salvatore Presenti, «gli episodi pur non essendo ancora stati riconosciuti come una vera e propria associazione per delinquere, vengono legati dal vincolo del concorso di persone, che costituisce certamente il primo passo per collegarli sotto un vincolo associativo, seppur attenuato».
Secondo quanto spiegato, il fenomeno delle bande giovanili ecuadoriane a Genova è il più ampio di tutta Italia ed i componenti delle bande - nel corso delle indagini ne sono stati identificati 435 - sono figli di lavoratrici arrivati in Italia con la formula del ricongiungimento familiare.