Decide Julio Baptista: il derby è giallorosso

A inizio ripresa, Totti ispira il gol vittoria del brasiliano. Il
gioco latita ma abbondano i falli. Espulsi Ledesma e Perrotta. <strong><a href="/a.pic1?ID=306657" target="_blank">Il Milan batte il Chievo</a></strong> (1-0) e resta in scia all'Inter

RomaDai, la Roma mica poteva perderlo questo derby, mica poteva andare talmente giù da sparire. Aveva una paura boia di saltare in aria che ha iniziato con una partita che avrebbe applaudito anche il parroco, con tanti palloni distribuiti equamente a Montemario, in curva Nord e tribuna Tevere.

Il primo segnale su quanto stava accadendo è all'11', quando Totti calcia un pallone come accadeva una volta, molto forte e molto lontano da tutti. Era un cross, un tiro, un passaggio? Forse il capitano era ancora dolorante per il colpo che pochi minuti prima aveva costretto Ledesma alla seconda ammonizione della partita dopo quella di Tonetto. Sembra che i suoi gli passino il pallone per contratto, in tribuna si chiedono se sia ancora lui la grande contraddizione della Roma. Contenuti pochi, gioco smarrito, sembra calcio paesano. È tutta colpa della stracittadina troppo sentita? Può essere, impossibile che Roma e Lazio siano queste. La Lazio se vince rischia di finire terza in classifica dietro a Inter e Milan, quando al quarto d'ora circa Rocchi conquista un angolo è ovazione vera, bisogna prendere quello che arriva. Neppure cinque minuti dopo Vucinic in tuffo costringe Carrizo alla prodezza sulla sua sinistra. Il cross era di Panucci che ha potuto preparare il suo sinistro con tutta la tranquillità necessaria, è una partita sotto vuoto, manca un gol, cercasi disperatamente un bomber. Zarate? Fa delle cose, mette fuori di testa su cross di Brocchi, scarica centralmente un destro che Doni si china per bloccare, dribbla molto, fa perdere tempo. La cosa più bella la fa Rocchi quando gira al volo di destro un centro di Pandev dalla destra, bel movimento, palla a incrociare ma fuori di almeno due metri.

L'altro Rocchi fischia l'intervallo, la Roma rientra e va in vantaggio: Totti per Julio Baptista, girata aerea sul secondo palo, Mauri salta a vuoto come Carrizo, è il gol che sveglia tutti e rimette Totti sul trono.

Gioco continua a non vedersene ma almeno vola qualcosa, non solo stracci, la Lazio tenta l'assedio, Doni e Mexes tentano l'autogol, Zarate di testa verso la porta, grande recupero del portiere brasiliano che alza sopra la traversa. Ancora Lazio: Siviglia al limite la sbuccia, Pandev calcia bene, palla rasoterra pericolosissima e fuori di un niente. Rocchi si prepara e colpisce bene a girare, fuori di un altro niente. Ma la Lazio merita di perderla? Adesso è anche in dieci perché Ledesma dopo Totti ha centrato anche Julio Baptista e si è preso il rosso, però si gioca dalle parti di Doni, il più pericoloso resta Mexes che ci riprova con l'autogol, ancora Doni salva.

A neppure un quarto d'ora dal termine però la palla giusta arriva sui piedi del francesino Menez messo solo come un apache davanti a Carrizo da un diagonale al bacio di Vucinic: controllo perfetto, destro sulle gambe del portiere argentino in uscita disperata. Ci prova ancora Rocchi messo in azione da uno scellerato colpo di Cassetti, di testa va alto Inzaghi quando mancano ancora cinque minuti eterni. A meno tre c'è il rosso anche per Perrotta, fallo su Rozehnal. L'ultimo colpo è di Lichtsteiner, alto. È proprio vero, il derby sfugge e non fa testo, la Roma resta con i suoi guai ma almeno non sparisce.