Decima Malafede: il campo nomadi resta

Decima Malafede, una polveriera. Dalla Regione Lazio, infatti, arriva l’ennesima proroga al campo nomadi, che potrà restare all’interno della riserva naturale fino al 31 dicembre 2007. «Una decisione scandalosa», dichiara il capogruppo di Fi Alfredo Pallone, dopo la risposta ricevuta ieri dall’assessore all’ambiente Filiberto Zaratti, dei Verdi, alla sua interrogazione. «Stanno violando leggi su leggi pur di mantenere in piedi l’insediamento - dice -. A leggere quanto mi trasmette Zaratti c’è da rimanere allibiti. Marrazzo è ormai il più fedele esecutore degli ordini di Veltroni, che è il vero regista di tutta l’operazione. È una situazione indigeribile, che nemmeno ambientalisti e Verdi, credo, sono più disposti a subire».
Il campo sosta, ben 800 rom all’origine ma nel tempo sono diventati perlomeno il doppio, era stato realizzato dal Comune nella parte più pregiata della riserva nel settembre 2005. Doveva essere solo provvisorio, durare pochi mesi, 3-4 al massimo. Quel tanto che bastava per trovare un’altra sistemazione definitiva. Ma fin dall’inizio era chiaro che il campo sarebbe rimasto a Castel Romano molto a lungo. Moduli abitativi di tipo fisso, allacci, bando di gara per la gestione richiamavano anche gli strali del Wwf Lazio che gridava allo scandalo per la violazione dei vincoli e i danni irreparabili all’ambiente boschivo. Ma tutto inutile. «Dal 2005 sono passati ben due anni - denuncia Pallone - e nessuna alternativa è stata trovata. Ci ritroviamo con una riserva naturale, tutelata con tanto di legge, destinata invece ad ospitare i nomadi. Una scelta scellerata che soffia sul fuoco e rischia di aumentare le tensioni sociali nel quartiere».
E il malcontento dei residenti sta salendo alle stelle. Il campo di Decima Malafede doveva essere chiuso inizialmente entro il 15 giugno 2006. Poi su richiesta di Veltroni la scadenza era stata posticipata da Marrazzo una prima volta al 31 dicembre 2006, e una seconda volta al 30 giugno 2007. Ora la permanenza viene di nuovo prorogata, questa volta fino al 31 dicembre 2007. Con questa fanno quattro volte, e niente lascia presagire che sia l’ultima. Basta leggere il decreto di proroga firmato da Marrazzo, datato 30 giugno 2007 dove si ripete in continuazione quanto deciso, con un semplice tratto di penna, dal sindaco di Roma.
«Oltre alla violazione del vincolo sulla riserva - nota il capogruppo degli azzurri - si sta violando lo spirito e la sostanza della legge regionale sui campi nomadi, risalente al 1985, quando la Regione era governata dal centrosinistra, che stabilisce precise condizioni sulle aree che possono essere adibite a campo nomadi. E la legge del 1985 vieta con chiarezza che fra queste ci possano essere aree come Malafede». «Insomma tutto questo investimento di risorse - conclude Pallone - quanto costerà all'amministrazione regionale? Mentre al privato cittadino è vietato fare un picnic all’interno delle aree protette, istituzioni guidate dalla sinistra trasformano una riserva naturale in baraccopoli. Eppoi parlano di rispetto dell’ambiente, di sicurezza e di ordine pubblico».