«Una decisione vergognosa basata solo su scappatoie»

«È una decisione vergognosa». Souad Sbai, presidente dell’associazione marocchine in Italia e membro della Consulta islamica, s’indigna nell’apprendere che la Corte europea dei diritti umani ha bloccato l’espulsione dell’ex imam di Varese e di un suo collaboratore. Souad Sbai è una delle voci più autorevoli dell’islam moderato italiano e conosce bene sia questa vicenda sia, ovviamente, la situazione nel suo Paese natale.
Perché disapprova il passo di Strasburgo?
«Perché ancora una volta prevale una visione sbagliata del Marocco, che viene descritto come un Paese dove i detenuti vengono torturati e dove non c’è alcun rispetto per i diritti umani, ma non è così. Con la recente amnistia sono usciti dal carcere anche diversi estremisti. Se Rabat fosse davvero un inferno queste persone non sarebbero mai state liberate».
Davvero va tutto bene nel suo Paese?
«No, non tutto va bene, ma non va nemmeno così male come crede la Corte europea. E posso provarlo».
Come?
«Negli ultimi tempi ci sono stati in Italia due casi simili a questo, quelli degli ex imam Bouchta e di Daki sospettati di terrorismo. Al momento delle espulsioni la sinistra si è ribellata sostenendo che i due sarebbero stati seviziati in prigione. Eppure oggi sono liberi; Bouchta è in contatto con i giornalisti italiani. Si comporta così un Paese aguzzino?».
Piccardo dell’Ucoii è persuaso che il Marocco non meriti fiducia…
«E non mi stupisco: lui il Marocco proprio non lo conosce. Da noi c’è una giustizia e molte associazioni di difesa dei diritti umani che vigilano contro gli abusi».
Noi italiani siamo troppo garantisti?
«Il problema è che questi sospettati di terrorismo, talvolta già condannati, troppo spesso riescono a prevalere. Gli italiani vogliono tenerli qui? Bene, teniamoli, e con tutti gli onori. Il Marocco non si lamenterà: avrà due fanatici in meno sul proprio territorio».
Eppure Rabat non ha risposto alle rogatorie facilitando l’assoluzione in Italia…
«Purtroppo si sa che le rogatorie hanno tempi lunghissimi, ma non è questo il punto. Quei due andavano comunque espulsi».
Quale messaggio emerge da questa vicenda?
«Purtroppo gli estremisti troveranno nuove ragioni per cercare qualunque scappatoia giuridica pur di restare in Italia. A noi moderati questo caso lascia una grande amarezza. Vale ancora la pena di battersi? Viene da chiedersi: chi ce lo fa fare?»