«Decisiva anche la Lega per la prima alleanza tra Nord e Mezzogiorno»

Il senatore del Carroccio: «Abbiamo sempre spinto affinché l’intesa si realizzasse, è essenziale per il nostro successo. Il Cavaliere alla fine dell’ultimo incontro ha chiesto il via libera a Bossi»

da Roma

Senatore Calderoli, allora nasce la Lega del Sud?
«Il movimento del sud di Lombardo andrà al di là della Sicilia. Noi veniamo dal giuramento di Pontida, la Lega dei comuni... Non è nei nomi ma nei fatti il cammino che ciascuno percorrerà».
È vero che la Lega è stata l’ispiratrice dell’accordo del Pdl con l’Mpa di Raffaele Lombardo per regionali siciliane e politiche?
«È stato un successo di Berlusconi e della Lega. Ma certo noi abbiamo sempre premuto molto perché questa intesa avvenisse... Abbiamo creduto che questo accordo fosse essenziale in vista del successo finale. Quando Lombardo ha incontrato per la prima volta Berlusconi ha voluto che io fossi presente».
E Bossi è soddisfatto dell’accordo siciliano?
«Alla fine dell’ultimo incontro con Lombardo, Berlusconi ha chiamato Bossi per avere il via libera e c’è stata una bella chiacchierata al telefono tra Bossi e Lombardo».
Gli apparentamenti a livello territoriale potranno dare valore aggiunto alle «Leghe»?
«Al Nord abbiamo un partito unico nazionale e il partito unico del Nord che raggruppa le varie Leghe, così come al Sud Lombardo, con il movimento per il sud, trasforma l’Mpa in un partito unico del Sud. Sarà più semplice per gli elettori che voteranno per questi partiti del territorio a livello nazionale».
Siete ottimisti sui numeri che vi riguardano a un mese e mezzo dalle elezioni?
«Io il conto lo faccio sempre dopo. Non credo ai sondaggi».
I leghisti e la Sicilia. Dal Patto per le autonomie con l’Mpa avete intensificato la collaborazione «extraterritoriale»?
«Abbiamo iniziato il nostro rapporto con l’Mpa nel 2005, che poi ha portato nel 2006 ad avere un simbolo nostro che includeva anche il loro proprio perché ci fosse qualcosa di federalista nel Sud del Paese. Quello che è avvenuto è frutto di un lavoro partito da anni, ma il Pdl ha riconosciuto nelle sue alleanze la dignità ai partiti territoriali. Credo che sia il futuro della politica: un partito nazionale deve confrontarsi con le questioni irrisolte settentrionale e meridionale».
Nord e Sud possono parlare?
«È la prima volta che Nord e Sud si alleano per risolvere reciprocamente i problemi. Prima era una coperta corta che ciascuno tirava e i piedi rimanevano scoperti».
Come vi ha conquistato l’Mpa?
«Se un movimento chiede lavoro e impresa e non assistenzialismo è un bel passo avanti. È la prima volta che qualcuno del Sud non dice: dateci una mano perché siete più ricchi...».
Perché Lombardo meglio di Miccichè o di Prestigiacomo come candidato governatore?
«La scelta di Berlusconi era difficile. È stata una scelta non automatica, che dà conto del valore che Berlusconi attribuisce alle istanze autonomiste. La candidatura di Lombardo ha il valore dell’unitarietà. Diversamente non ci sarebbe stata tutta la vecchia Cdl a sostegno di un candidato regionale, ma due, tre candidati».
Non teme che all’ultimo Lombardo si riavvicini all’Udc anche per le politiche?
«Viene dall’Udc, ma attraverso una rottura. Direi che ne è molto distante, soprattutto a livello nazionale. A fronte di una scelta della Finocchiaro che va a raccogliere tutto l’arco costituzionale dall’estrema sinistra, la risposta conseguente dall’altra parte era ricreare a livello regionale quella coalizione che era la Cdl, ma solo a livello regionale».
Lombardo vuole il Ponte sullo Stretto. Direte sì senza se e senza ma?
«Nel passato avevamo già detto sì, ma un sì condizionato. Nel momento in cui si dice: siamo pronti a risolvere la questione meridionale, si risolva anche quella settentrionale».
Qual è la partita di scambio Nord-Sud?
«Abbiamo necessità della Pedemontana, del passante di Mestre. Le infrastrutture strategiche del Nord si risolvano contemporaneamente allo Stretto».
Vi batterete per questa contemporaneità?
«Nessuno può parlarci del Ponte se non si parla anche della Pedemontana...».
Ha paura di Veltroni?
«Sembrava partito lanciato, ora sta realizzando la campagna elettorale per noi. Dopo le prime storielle che ha raccontato sul Pd, sta ritornando fuori una coalizione eterogenea che ha già iniziato a litigare e che cerca di mettere insieme anime che insieme non possono stare. La gente si accorge che Veltroni sta dicendo una cosa e Prodi ne ha fatto e ne sta facendo un’altra. Prodi e Veltroni sono due facce della stessa medaglia».