Il declassamento di Standard & Poor’s spinge l’esecutivo verso ricette drastiche

RomaSettimana di fuoco per le liberalizzazioni. Il dialogo con le categorie inizia oggi con le professioni. Domani sarà la volta dei tassisti. L’esecutivo inizia quindi dai temi più discussi del pacchetto, alla ricerca di una soluzione che tenga conto, allo stesso tempo, della forte contrarietà che alcune misure hanno raccolto nel Paese e in Parlamento e, sul fronte opposto, delle aspettative create sul tema. Fino a venerdì l’orientamento era quello di mettere in secondo piano quelle che colpiscono le professioni e i settori coinvolti, senza incidere troppo sull’economia: dai Taxi alle professioni, al commercio. Le novità sul rating hanno ridato forza a chi nel governo chiede segnali forti.
Il braccio di ferro dentro il governo è ancora in pieno svolgimento. In particolare sulle professioni. La ricetta allo studio per i professionisti è drastica, abolizione delle tariffe minime, preventivi obbligatori, accesso alla professione facilitato da tirocini. Aumento delle piante organiche, possibilità di costituire società. Il ministro della Giustizia Paola Severino, chiede di andare incontro alle esigenze delle professioni, mentre il sottosegretario Antonio Catricalà spinge per aprire il mercato. La soluzione, suggerisce Pierlugi Mantini dell’Udc, potrebbe essere quella di limitare la partecipazione dei soci esterni nelle società di professionisti. E, dal punto di vista del metodo, affidare cambiamenti a decreti attuativi delle riforme già messe in cantiere. Una proposta che potrebbe non allontanarsi molto dalla ricetta allo studio del governo.
Anche sui taxi, rimane l’obiettivo di aumentare le licenze con la compensazione per chi le ha già. Ma l’attuazione potrebbe in qualche modo coinvolgere la categoria. Che peraltro ieri si è divisa sulle proteste. Uritaxi di Loreno Bittarelli e altre hanno rinviato «l’assemblea» in agenda per oggi a mercoledì, dopo l’incontro con il governo. Altre organizzazioni hanno invece confermato i tempi dello sciopero.
Tra le novità di ieri il ritorno dello scorporo tra Eni e Snam Rete Gas. Progetto che sembrava avere perso quota e, anche questo, oggetto di confronto dentro il governo. Ancora in via di definizione il riordino della rete dei carburanti. I rappresentanti del settore sono sul piede di guerra: «Mi domando se dobbiamo ricorrere anche noi», come i tassisti, «a forme plateali di protesta e lasciare l’Italia senza carburante», ha detto Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli Assoenergia.
Il confronto è più che mai aperto, anche sulle professioni. I più agguerriti sono gli avvocati. Ieri si sono fatti sentire quelli del Ccbe (Council of Bars and Law Societies of Europe), ovvero l’organizzazione che rappresenta i legali di 31 Stati europei, spiegando che il problema non è solo italiano. C’è in tutta Europa una «erosione nell’amministrazione della giustizia». Gli avvocati europei «non si oppongono alle necessarie riforme indicate dall’Ue, ma registrano «inquietanti tendenze che minacciano la salvaguardia dei diritti dei cittadini».