Declassato il rating degli Stati Uniti Entro domani un vertice del G7

E' la prima volta nella storia. L’abbassamento innescato dalle difficoltà del Paese alle prese
con un enorme deficit e conseguente debito. <strong><a href="/economia/crisi_vertice_demergenza_ministri_g7/06-08-2011/articolo-id=538923-page=0-comments=1" target="_blank">Vertice d'emergenza del G7</a></strong>: la crisi non riguarda più solo l'eurozona. <strong><a href="/esteri/rabbiosa_reazione_cina_finiti_tempi_sprechi/obama_hu_jintao-cina_washington-debito_usa_pechino/06-08-2011/articolo-id=538913-page=0-comments=1#commenta" target="_blank">La Cina, primo creditore degli Usa, alza la voce</a></strong>

Washington - La doccia fredda è arrivata. Per la prima volta nella sua storia l’agenzia di rating Standard&Poor’s ha abbassato il giudizio di rating sul debito Usa: dalla classica tripla A, che è il top del giudizio, ad AA +. L’amministrazione Obama ha subito attaccato S&P dicendo di aver trovato un errore di 2 miliardi di dollari nei calcoli effettuati dall'agenzia: "Un giudizio errato per due miliardi di dollari parla da sé", ha tagliato corto un portavoce del Tesoro, parlando al Wall Street Journal. Barack Obama è stato informato dell’intenzione di S&P di abbassare la valutazione sul debito Usa poco prima di lasciare Washington per partire alla volta di Camp David, abituale luogo di relax dei presidenti americani. "E' importante - ha avvertito Obama - che il Congresso si unica per rafforzare la nostra economia e riordinare i conti pubblici".

Perché questa decisione L’abbassamento di un grado nel giudizio è stato innescato, spiega S&P, dalle difficoltà del Paese alle prese con un enorme deficit e conseguente debito. L’agenzia ha anche aggiunto un outlook negativo, spiegando che c’è il rischio di un ulteriore declassamento nei prossimi due anni se non sarà fatto un progresso per tagliare l’ernome defici di bilancio; secondo l’agenzia la strategia politica degli ultimi mesi dimostra che il governo del Paese sta diventando "meno stabile, meno efficace e meno prevedibile". Per gli Usa è il primo declassamento dalla AAA ricevuta da Moody’s nel 1917 e da quella ricevuta da S&P nel 1941.

La Cina ora alza la voce Pechino, primo creditore degli Stati Uniti, a poche ore dal taglio del rating deciso da S&P’s, condanna la "miope" disputa politica avutasi negli Usa sul debito. "La Cina, il più grande creditore dell’unica superpotenza mondiale, ha tutto il diritto - si legge in un durissimo commento diffuso dall’agenzia Nuova Cina - di chiedere oggi agli Stati Uniti la soluzione dei problemi di debito strutturali e garantire la sicurezza degli asset cinesi denominati in dollari".

"Ora basta sprechi" L’agenzia cinese Xinhua sottolinea come "se non ci saranno tagli importanti alla gigantesca spesa militare degli Stati Uniti ed ai costi gonfiati della previdenza sociale, il downgrade potrebbe essere solo il preludio a tagli di rating sul credito ancora più profondi" con effetti devastanti sui mercati finanziari globali. "Il governo americano deve fare i conti con il dato doloroso che sono finiti i bei vecchi tempi, quando attraverso i prestiti poteva cercare una via d’uscita ai suoi problemi" aggiunge la Xinhua che invita a "interrompere la vecchia abitudine per cui le politiche elettorali interne prendono in ostaggio l’economia globale" ed a smettere di "contare sulle tasche dei paesi con grandi surplus per sistemare il suo deficit perenne".

Una nuova moneta di riserva globale? "Un po’ di auto-disciplina non farebbe male agli Stati Uniti" scrivono i cinesi che ricordano come Washington "emetta la valuta di riserva internazionale". A questo proposito la Xinhua conclude invitando a una "supervisione internazionale sul dollaro" ipotizzando "l’adozione di una nuova moneta di riserva globale, stabile e sicura per evitare i danni provocati da un singolo paese".