Declino da star: meglio essere Alex o Superpippo?

di Riccardo Signori

Eppure Del Piero dovrebbe ringraziare Agnelli: gli ha fatto solo un favore. Al di là delle pensate del popolo tifoso e delle solite mielose litanie per il caro estinto di turno, Del Piero ne esce con la migliore delle passerelle. Si dice che in qualunque mestiere è sempre meglio andarsene un attimo prima del declino, evitare quella aspra verità che talvolta viene sbattuta in faccia: ormai sei vecchio. Preferibile salutare, prima del sentirsi dire: prego, s’accomodi. Penserete: Agnelli lo ha detto. Vero, ma senza ottenerne consenso. E, intanto, permette ad Alex di uscire con ogni onore (ora gli arrivano da tutti, domani chissà!), non nell’indifferenza. Tanto per fare un esempio: oggi è meglio essere Del Piero o Inzaghi? Spieghiamo: l’uno se ne andrà, ma avrà una stagione nella quale giocare, essere onorato, ammirato, non certo un sopportato. Pippo Inzaghi, invece, continua a sbuffare, mugugnare, accompagnato dalle battutine di chi ne conosce il carattere, l’incapacità a sopportare il ruolo di declinante campione. Inzaghi lotta per qualche spicciolo di partita: ma c’è tanta aria di affettuosa sopportazione nei suoi confronti. Del Piero è invocato, voluto, non ha bisogno di lottare: gli viene concesso molto di più.
Inzaghi e Del Piero hanno vissuto insieme una storia juventina. Ma stanno chiudendo nello stesso modo in cui l’hanno vissuta. Pippo insofferente, positivamente rabbioso, incapace di nascondere la rabbia dello stare in disparte. Del Piero un po’ algido, ma freddamente strategico nel gestire le situazioni. Alex è sempre stato un boss. Pippo un’anima libera e polemica, un cane sciolto: il popolo juventino ne ha apprezzato i gol, ma stranamente solo quelli. Mentre l’altro è entrato nel cuore della gente, e al cuore non si comanda. Inzaghi, a pelle, è più simpatico. Del Piero fondamentalmente è stato più furbo. Il resto è classe calcistica.
Ecco perché oggi è meglio essere Del Piero.. Nessuno è immortale nello sport, se non per le Hall of fame. L’età ha un peso che conta: più in un gioco di squadra che in uno sport singolo. Più facile che nello sport individuale si riesca superare qualche barriera del tempo. In una squadra occorre far conti con troppe persone e altrettanti variabili: Del Piero è riuscito ad evitarle quasi tutte, Inzaghi molto meno, infortuni compresi. Ecco perchè Alex dovrebbe ringraziare Agnelli. Magari senza dirglielo.