DeCo, ultima battaglia di Veronelli

Non si può sapere se le Denominazioni Comunali sono un toccasana per ogni guaio legato alle produzioni agricole, di certo si sa che le ha inventate: Luigi Veronelli. Gino, spirito anarchico, le vedeva come un movimento dal basso, una via per esaltare e proteggere le più autentiche realtà produttive locali.
Ora l’idea del più grande critico del Buon Paese, violentata da taluni nel suo spirito, rivive fedele all’originale nelle pagine di un libro, Viaggio nell’Italia a Denominazione Comunale (De.Co.), che porta la firma di Riccardo Lagorio per i tipi di Forterrea, un piccolo ma grintoso editore di Orzinuovi (Brescia), 030-2522970, www.forterrea.net e anche www.denominazionecomunale.it. È con Lagorio, bresciano, «massimo esperto italiano in fatto di Denominazioni Comunali», che Veronelli iniziò il cammino ed è giusto che sia lui ora a seguirne gli sviluppi, nei campi e non solo sulle scrivanie. Il suo, il loro viene spontaneo scrivere, è uno splendido viaggio nell’Italia più buona e vera, attraverso quei 41 comuni che hanno fatta loro la politica delle DeCo, da Alessandria in Piemonte a Sarule in Sardegna, entrando e gustando il meglio dei 300 ristoranti che propongono ricette eseguite con primizie locali, visitando uno o più dei 400 momenti gastronomici a garanzia comunale.
E parlando di DeCo non si può ricordare come lo scorso 15 aprile a Vigolzone in provincia di Piacenza, comune che vanta i Tortelli con la coda, è stata inaugurata la prima via d'Italia dedicata a Luigi Veronelli. La strada è stata voluta da Riccardo Lagorio che ha così iniziato a mettere in pratica una sua tesi, quella che ogni comune che ha adottato la DeCo dovrebbe avere una Via Luigi Veronelli. E Milano no? e Bergamo nemmeno?