Decollano i saldi: crescono del 25 per cento le vendite rispetto al 2009

Prese d'assalto nel week end le tradizionali vie dello shopping, gli outlet e i centri commerciali. Soddisfatti il presidente di Confcommercio Roma e di Confesercenti di Roma e del Lazio che chiedono, però, in futuro uno slittamento dell'inizio degli sconti invernali

I saldi vanno bene e molti negozi della capitale stanno già esaurendo le scorte. A una settimana dall'avvio delle vendite di fine stagione il presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi si ritiene soddisfatto.
Un trend positivo iniziato nel week end del 6 gennaio, grazie all'apertura straordinaria concessa dal comune su richiesta di Confcommercio, e replicato sabato e ieri nonostante l'inclemenza del tempo. La crescita è evidente se si considera che rispetto ai saldi invernali del 2009 si è registrato un aumento delle vendite che supera in alcuni casi il 20-25 per cento. A essere presi d'assalto sia i negozi delle strade storiche dello shopping, come via Cola di Rienzo, viale Libia e viale Europa, ma anche i centri commerciali e gli outlet.
Rimane solo il rammarico per la data d'inizio del 2 gennaio, troppo vicina alle festività natalizie, che ha inevitabilmente penalizzato le vendite di abbigliamento e calzature in quel periodo. «A Roma l'inverno non inizia a settembre o a ottobre come oltre Manica, ma a fine dicembre-gennaio - dice Pambianchi -. Per questo le vendite di fine stagione, per essere tali, devono iniziare dopo la prima decade o quindicina di gennaio». Di qui la richiesta per la futura amministrazione regionale: mettere in agenda la modifica dall'ormai datata legge sul commercio del Lazio.
Ottimista anche il presidente di Confesercenti Roma e Lazio, Valter Giammaria. «Si conferma il trend positivo - spiega - gli incassi premiano soprattutto capi importanti come cappotti, giubbotti, ma anche calzature e abbigliamento intimo». Per Confesercenti quello che si potrà recuperare con gli incassi dei saldi farà recuperare solo le perdite, attorno al 20 per cento, del mese di dicembre e non certo quelle di tutto il 2009. «I nuovi amministratori regionali che usciranno dalle urne - conclude Giammaria - dovranno tener conto, tra le priorità, del comparto del commercio, sapendo che tra Roma e provincia insistono oltre 150 mila imprenditori del settore, con un indotto di lavoratori che sfiora i 600 mila. Un tessuto di piccola e media impresa che chiede certezze per uscire dalla crisi».