Decoro L’ordinanza in brutta copia

(...) «Quell’ordinanza è roba di destra», hanno tuonato primi ma non soli i Comunisti italiani. Appunto, proposte avanzate dall’opposizione che, lasciate opportunamente macerare, sono state ritoccate e ripresentate al momento opportuno come farina del sacco della professoressa Vincenzi.
A questo punto si alzano le mani dai banchi dell’opposizione. Parla per primo il più anziano in ordine di presentazione. Giuseppe Murolo può vantare un copyright vecchio di un anno e mezzo. Sulla sua mozione c’è scritto 11 settembre 2007. «Quel documento impegnava la sindaco a presentare entro sei mesi un regolamento per salvare le zone di pregio della città e per impedire il degrado - ricorda il consigliere di An - Facevo gli esempi pratici di rifiuti abbandonati ovunque, dell’usanza di bivaccare per strada e sotto i monumenti trasformati anche in mensa di sbandati. Indicavo espressamente la necessità di vietare l’uso di luoghi pubblici come siti di deiezioni, oltre al deturpamento con scritte e manifesti abusivi di zone di pregio e persino le strade». Esattamente tutto ciò che è contenuto nell’ordinanza firmata recentemente dal sindaco di Genova. Ma allora perché s’infuria Murolo? «Perché l’ordinanza del sindaco non è neppure una delibera di giunta, non passa in consiglio per eventuali miglioramenti e perché così come è stata emessa è molto indeterminata - spiega - C’è il rischio che il pensionato che in preda a necessità urgente cerca riparo per fare un po’ di pipì venga multato, mentre il punk continua a bivaccare nei giardinetti. È lasciata troppa discrezionalità alla polizia municipale e poi la multa fa solo paura agli onesti, non a chi non ha nulla da perdere. Senza contare che questo sindaco ha rifiutato l’invio dei militari, che avrebbero liberato forze della polizia municipale per altri compiti».
Insomma, la Vincenzi copia e copia male. È il concetto che ribadisce anche Franco De Benedictis, il consigliere biasottiano che una mozione analoga l’aveva ripresentata il 21 luglio 2008. «Citavo casi paradossali come via Venti Settembre, via San Lorenzo e piazza delle Erbe - ricorda l’esponente arancione - Sottolineavo l’accondiscendenza e il lassismo nell’intervenire in situazioni di grave degrado da parte della polizia municipale e delle istituzioni. Anche la mia proposta non è mai stata messa all’ordine del giorno del consiglio comunale. Neppure il tempo massimo di due mesi entro i quali dovrebbe essere discussa è stato rispettato. E ora mi ritrovo, con parole leggermente diverse, gli stessi problemi nell’ordinanza del sindaco. Solo che in questo modo si è impedito un confronto su un’idea che, anche se nostra, evidentemente era giusta. Il risultato è che, scritta dal sindaco per non scontentare troppo la sinistra estrema, è venuta fuori un’ordinanza monca e parziale». La teoria del copiare (male) e incollare. Come in Regione. Come a scuola.