Decreti con sorpresa: il Tfr è a rischio sotto i 50 dipendenti

Domani il governo approverà le norme di attuazione: alcune piccole imprese dovranno versare all’Inps le liquidazioni A gestire il fondo anche tre consiglieri di nomina politica. La destinazione delle risorse nelle pieghe della Finanziaria

da Roma

Imprese senza scampo almeno fino a luglio e ancora un po’ di spoil system. È l’estrema sintesi dei due decreti interministeriali Lavoro/Economia (il Giornale ne ha consultato le bozze) che saranno licenziati dal Consiglio dei ministri di domani e che daranno attuazione alla riforma del Tfr prevista dalla Finanziaria 2007.
Troppi anche 49. Le imprese che contavano 49 dipendenti al 31 dicembre scorso potrebbero non essere escluse dal versamento forzoso al Fondo Inps presso la Tesoreria dello Stato del Tfr maturando dei propri dipendenti che è obbligatorio per le aziende con almeno 50 addetti. «Il predetto limite dimensionale - si legge nel documento - viene calcolato prendendo a riferimento la media annuale dei lavoratori in forza nell’anno 2006». Nel testo della Finanziaria ci si riferiva genericamente alle aziende «con meno di 50 addetti», secondo quanto previsto dall’intesa governo-sindacati-Confindustria dello scorso ottobre. Le ditte con un elevato turnover che si sono presentate con un organico snello all’inizio del 2007 per non perdere la preziosa fonte di autofinanziamento potrebbero quindi non rientrare nella categoria. «Per le aziende che iniziano l’attività successivamente al 31 dicembre 2006 - prosegue il comma 6 dell’articolo 1 del decreto sul Fondo - ai fini dell’individuazione del limite numerico si prende a riferimento la media annuale dei lavoratori in forza nell’anno solare di inizio attività».
Anticipi. L’articolo 2 fissa nei dettagli una questione già venuta alla luce nei giorni scorsi. Gli anticipi del Tfr per mutui e spese sanitarie dovranno essere erogati dal datore di lavoro anche per la quota di competenza del Fondo Inps. L’azienda se ne rivarrà sull’ammontare dei contributi agli enti previdenziali dovuti nello stesso mese di erogazione dell’anticipo. Solo nel caso in cui l’anticipo del 70% del Tfr ecceda l’ammontare dei contributi da versare nel mese, il Fondo Inps interverrà per la propria quota-parte entro 30 giorni.
Da luglio. Il secondo decreto oltre a stabilire la modulistica per l’espressione del consenso, stabilisce che in caso di esplicito conferimento del Tfr alla previdenza complementare «il datore di lavoro provvede al versamento del Tfr a decorrere dal primo luglio 2007 anche con riferimento al periodo compreso tra la data di adesione e il 30 giugno» rivalutato secondo la normativa vigente. Se non si manifesta la volontà, «il datore di lavoro provvede al versamento del Tfr maturando a decorrere dal primo luglio» alla forma pensionistica complementare. Se si sceglie che il Tfr rimanga a un’azienda con più di 50 dipendenti, il trattamento passa al Fondo Inps maggiorato delle rivalutazioni.
Spoil system. Il secondo decreto dà attuazione alla previdenza complementare presso l’Inps prevista dal decreto legislativo 252/2005 per quelle categorie di lavoratori del settore privato che fossero sprovviste di simili organismi di gestione del risparmio. Nascerà il Fondo complementare Inps, abbreviato Fondinps. Il comitato amministratore sarà composto da 9 membri nominati con un altro decreto ad hoc. Tre posti spetteranno ai datori di lavoro, tre alle rappresentanze dei lavoratori. Gli altri tre saranno di competenza della sfera politica. Il decreto 252/2005 fissava solo la rappresentanza paritetica tra datori e lavoratori. Gli amministratori resteranno in carica per 4 anni e non potranno essere nominati per più di due volte anche non consecutive. I compensi saranno stabiliti con il decreto di nomina, conclude il testo.
Futuro incerto. Come ipotizzava Italia oggi, il ruolo dello Stato nella previdenza potrebbe ulteriormente estendersi. L’albero del programma di Caserta prevede «l’introduzione di un meccanismo a “controllo pubblico” dei trattamenti erogati con la costituzione di un Fondo di riserva presso l’Inps dei montanti contributivi maturati con i fondi pensione e la loro trasformazione in trattamenti aggiuntivi a quelli della pensione obbligatoria». Eventualità prevista anche dalla Finanziaria. Si profila una partita di giro.