Decreto Bersani nel mirino dell’Ue

La commissaria Reding teme ripercussioni su chi usa i cellulari: «Giuste le protezioni, dubbie le procedure»

da Milano

Dubbi dell’Ue sul provvedimento adottato in Italia tramite il decreto Bersani. La Commissaria Ue alle Tlc, Viviane Reding, ha infatti sollevato alcune perplessità di carattere procedurale.
Il decreto con cui il governo italiano abolisce i costi delle ricariche telefoniche è entrato da subito nel mirino di Bruxelles che nelle ultime settimane ha esaminato approfonditamente il provvedimento. Tra le principali questioni sotto la lente della Commissione, quella dell'indipendenza dell'Autorità italiana per le comunicazioni che, per Bruxelles, potrebbe non essere stata rispettata. La materia dei costi di ricarica, infatti, dovrebbe essere di competenza dell’Agcom, mentre il Governo ha deciso di procedere per conto proprio attraverso lo strumento del decreto.
Tra gli altri punti allo studio di Bruxelles, indicati in una lettera che nel febbraio scorso un funzionario del commissario Reding inviò al ministero dello Sviluppo, anche l’impatto che la norma può avere sul livello delle tariffe, visto che gli operatori potranno spalmare i costi dell’abolizione delle ricariche su altre voci relative al traffico telefonico, con possibili danni per i consumatori.
«Siamo in contatto e stiamo discutendo con le autorità italiane - ha detto il portavoce della Reding -. Noi condividiamo l'obiettivo di proteggere meglio i consumatori, ma abbiamo sollevato delle questioni procedurali relative alla indipendenza dell’Agcom nell’attuazione della legge».