Decreto fermo, a rischio le opere Expo Prova di forza tra Moratti e Tremonti

La decisione del governo slitta ancora. In ritardo i cantieri di metrò
4 e 5, Tem e Brebemi. Ancora nessuna risposta sul tunnel. Scontro sulla
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Ci sono poche cose impietose come i numeri. E quelli sui finanziamenti delle infrastrutture destinate all’Expo 2015, lasciano davvero poco tranquilli. A sette anni dal grande evento che dovrebbe cambiare la faccia di Milano, troppe grandi opere rischiano di rimanere solo nelle costruzioni virtuali create dagli ingegneri al computer. Trasformando la gioiosa invasione dei 30 milioni di visitatori attesi, in una biblica Babele. Paralizzando, per ben sei mesi, la città e una bella fetta di Lombardia. E questo nonostante il governo Berlusconi abbia già stanziato nella manovra un miliardo e 400 milioni di euro per le opere essenziali. A lanciare l’allarme è chi quei cantieri sarebbe già pronto ad aprirli. E, invece, è ancora impigliato nella ragnatela della burocrazia o nei tentennamenti di chi dovrebbe procedere spedito verso l’appuntamento epocale. Per Milano e per tutta l’Italia I trasporti, dunque, bloccati a partire da quella linea 4 della metropolitana, quasi 15 chilometri da Lorenteggio a Linate già inseriti nel dossier di candidatura presentato al Bie a Parigi e invece bloccati da due anni. E ancora oggi in attesa di gara. Un’opera in due tranche, da Lorenteggio al Policlinico e dal Policlinico a Linate. Problemi quasi risolti per la prima con 590 milioni di euro di finanziamenti già concessi sui 789 totali, anche se al saldo continuano a mancare 199 milioni. Ben più preoccupante la situazione della seconda tratta da 910 milioni di euro, con i finanziamenti disponibili fermi alla miseria di 10. Meno 292 milioni e progetto è ancora alla fase «preliminare» con l’Avvocatura di Palazzo Marino che sta decidendo sul da farsi, mentre il cronoprogramma prevedeva cantieri aperti già nel 2007 e chiusura nel 2014. Non va molto meglio alla linea 5 da Garibaldi a San Siro, con un costo totale fissato a 657 milioni di euro e i finanziamenti fermi a 6. Nemmeno l’uno per cento. Avvio previsto dell’opera nel 2010, ma a questo punto è più che lecito dubitare. Dalla metro alle strade. Sia BreBeMi, la direttissima Milano-Brescia e la tangenziale Est esterna sono già state interamente finanziate (1.420 e 1.742 rispettivamente i milioni di euro previsti), ma mentre per la prima il progetto è «definitivo» per la seconda è al livello «preliminare». Con il taglio del nastro previsto nel 2014 che rischia di rimanere solo un miraggio. Così come per la Pedemontana. Con le prevedibili conseguenze per il traffico dei visitatori che invece di defluire all’esterno, finirebbe imbottigliato nelle attuali tangenziali e nelle vie cittadine. Ancora in attesa della «dichiarazione di pubblico interesse» da Palazzo Marino anche il tunnel che consentirebbe di andare dalla Fiera di Rho-Pero, sede dell’Expo, a Linate in appena 12 minuti, invece degli attuali 50. Sotterrando traffico e smog. Un sogno contenuto nel dossier presentato dalla Torno, una galleria che attraversi completamente Milano togliendo dalle strade 100mila vetture al giorno, 170 milioni di veicoli km/anno e dall’aria il 18 per cento dell’inquinamento. Una lista, quella dei progetti a rischio, che è ben più lunga. E che comprende la connessione ferroviaria Lugano-Varese-Malpensa, il Raccordo X a Busto Arsizio che doveva essere pronto per il giugno 2008, l’accessibilità stradale alla Fiera, l’attivazione dei servizi sulla tratta Porta Vittoria-Rogoredo del passante ferroviario. A cui si possono aggiungere gli otto raggi verdi, 72 chilometri di piste ciclabili e 50mila nuovi alberi da piantare lungo i tragitti dal Duomo ai confini della città. Per non parlare della faraonica biblioteca europea che già qualcuno vorrebbe far diventare il simbolo della manifestazione, come la torre Eiffel lo fu per Parigi. Già interamente progettata, ma senza il becco d’un quattrino per diventare realtà.