Decreto fiscale, per ora nessun colpo di scena al Senato

Palazzo Madama ha
esaminato e votato tutti gli emendamenti ai primi 4 articoli del decreto legge che
accompagna la Finanziaria. Con la maggioranza che può contare al momento su 156 voti più
quelli dei tre senatori a vita presenti, Giulio Andreotti, Rita Levi Montalcini ed Emilio Colombo,
i lavori procedono senza colpi di scena

Roma - L’aula del Senato ha esaminato e votato tutti gli emendamenti ai primi 4 articoli del decreto legge che accompagna la Finanziaria. Con la maggioranza che può contare al momento su 156 voti più quelli dei tre senatori a vita presenti, Giulio Andreotti, Rita Levi Montalcini ed Emilio Colombo, i lavori procedono senza colpi di scena. Sono stati approvati tutti gli emendamenti proposti dalla Commisione Bilancio. Per la conversione dei decreti legge, infatti, il regolamento del Senato prevede che tutte le modifiche apportate dalla Commissione siano riproposte in aula.

Fra le proposte di modifica approvate, quella che elimina il silenzio-assenso per la ritenuta dovuta dai pensionati per l’accesso alle prestazioni creditizie agevolate erogate dall’Inpdap. Sulla stessa misura è stato approvato anche un emendamento a firma del senatore dell’Udc, Francesco D’Onofrio, con il parere favorevole del Governo e del relatore.

Gli emendamenti "taglia-ministri" presentati dai senatori che hanno fondato Unione democratica Willer Bordon e Roberto Manzione, sono stati dichiarati inammissibili dalla presidenza del Senato, ribadendo la posizione espressa dalla Commissione Bilancio. L’aula torna a riunirsi alle 16,30. L’approvazione del provvedimento, per rispettare i tempi indicati dal calendario dei lavori, è prevista per domani.