Un decreto per i filtri gelati

Caro Direttore,
i dibattiti del Giornale destano sempre più curiosità e simpatico stimolo alla partecipazione e la provocazione sull'aria condizionata si rende decisamente attuale. Essendo solito prendere una posizione, non mi vergogno a dire che, personalmente, sono tra coloro che accusano una certa insofferenza già a diciannove gradi, senza aspettare i venti e vorrei l'aria condizionata per decreto, senza ricorrere ad un liberalismo di maniera: infatti ho imposto i filtri gelati anche in casa di mio padre.
Conosco bene quei condizionatori che metti sotto accusa, essendo gli stessi che ristorano anche il mio ufficio (e li vorrei più produttivi) ma, senza questi, certi ambienti diventerebbero una vera e propria sauna e concentrarsi con la fronte che «goccia» sui documenti diventa un vero e proprio calvario.
Forse non faccio testo, dal momento che anche la sera in camera tengo il pinguino acceso «a palla» contro il letto e la moglie «sotto-coperta», così come in macchina non mi manca una sana e diretta aria condizionata.
Ma l'umidità che avvolge Genova, soprattutto in questi mesi, credo non procuri meno problemi di un po' di freschezza artificiale.
Una cosa è la battaglia sul fumo (anche se Sirchia attualmente si occupa di altro), diversa è invece la sopravvivenza al caldo. Vedo in giro volti decotti, fronti lucide, sguardi languidi, persone che faticano il doppio nello svolgere le azioni più consuete perché il caldo spossante crea difficoltà di ogni tipo, senza contare che anche l'umore ne risente nelle sue espressioni di vivace nervosismo e manifesta insofferenza: provare per credere avventurandosi in coda di fronte agli uffici per il pagamento dei tributi.
Ti invito, inoltre, ad assistere alle nostre sedute del Consiglio Provinciale, in una sala con i condizionatori tutti dalla parte della maggioranza e il «sudario» dall'altra (ovviamente lato-opposizione), con le discussioni che si articolano tra cravatte rilassate e visi gonfi, con le espressioni supplichevoli dei Consiglieri che auspicano la brevità degli interventi, mentre gli Assessori non coinvolti nel dibattito guadagnano frettolosamente l'uscita (ma questo, in realtà, avviene anche quando fa freddo).
Penso anche ai pendolari che viaggiano stipati sui treni tutti i giorni, a chi utilizza i servizi pubblici tra la calca e gli spintoni, alle persone che si trovano in ospedale o a coloro che svolgono un'attività sicuramente più faticosa che scrivere questa lettera. Ritengo che un po' di fresco aggiuntivo possa soltanto giovare, perché se la tecnologia non venisse sfruttata per migliorarsi l'esistenza, resterebbe soltanto un consumismo senza beneficio. Certo, in ogni cosa si può trovare una mediazione, talvolta con la «sudata» applicazione del buon senso, ma non condanniamo l'aria condizionata perché, se è vero che il caldo dà alla testa, questa può aiutare a ricondurci alla ragione.
Vice Capogruppo Forza Italia in Provincia