Il decreto salva-debiti è bocciato

La Corte dei Conti della Lombardia ha bocciato il decreto salva-debiti della sanità, per intendersi quello che dà una mano al Lazio. Lo annuncia il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dopo l’udienza della Sezione regionale di controllo. «La Corte dei Conti - spiega Formigoni - dà pienamente ragione alle nostre critiche al decreto salvadebiti con cui il governo Prodi ha regalato 3 miliardi di euro ad alcune Regioni in extra-deficit, nonostante queste avessero violato per più anni il Patto di stabilità e l’obbligo del pareggio dei bilanci della Sanità». Da qui l’appello: «Chiediamo che il governo torni sui suoi passi. O perlomeno che la Corte Costituzionale, cui la Regione Lombardia e la Regione Veneto hanno fatto ricorso, si pronunci per costringere il governo a revocare l’ingiusto provvedimento che penalizza le Regioni virtuose». La relazione della Corte dei Conti fa esplicito riferimento al decreto del 20 marzo scorso: «Il ricorso a forme di ripiano dei disavanzi pregressi, anche dopo la modifica del Titolo V della Costituzione, con una legislazione in deroga delle stringenti normative di settore della sanità pubblica pare in contraddizione con il riparto di competenze, e quindi di responsabilità, stabilito dall’articolo 117 della Costituzione». Insomma, è un conflitto tra poteri dello Stato.