«Una via dedicata a Craxi? Devo pensarci»

Sgarbi: «Una delibera ad hoc per il politico. La esamineremo nel corso delle prossime riunioni»

Ore 20,40 Vittorio Sgarbi esce dall’ufficio del sindaco con l’usuale faldone di carte sotto braccio. Fogli preziosi in cui compare la rosa dei diciotto nomi destinati a battezzare vie, piazze e giardini. Nella delibera che verrà sottoposta oggi al vaglio della Giunta compare di nuovo, dopo le discussioni dei mesi scorsi che avevano diviso il centrodestra e fatto infuriare anche gli eredi, il nome di Camilla Cederna, la giornalista autrice dell’inchiesta sulla morte di Giuseppe Pinelli. Ci sarà anche un altro nome bollente, quello di Bettino Craxi, di cui proprio oggi ricorre il settimo anniversario della scomparsa, ma in «una delibera ad hoc, che probabilmente verrà discussa nella prossima giunta, il 26» come ha specificato l’assessore alla Cultura. «Su questo nome il sindaco mi ha detto che ha bisogno di riflettere ancora, ecco perchè l’abbiamo stralciato dal documento di oggi. Devo dire che Letizia Moratti ha assunto, nel corso del nostro incontro, una posizione più morbida rispetto all’iniziale “no“ secco». Passata in cavalleria l’ipotesi di intitolare a Craxi il Palazzo delle Stelline di corso Magenta? «No, quella era l’idea di Gianpiero Borghini, city manager, che potrebbe essere la giusta via di mezzo. Certo che intitolare una via a Craxi, dopo che l’hanno già fatto a Roma, come sottolineava anche Borghini...era un atto di coraggio, insomma». Il fatto che il nome di Bettino Craxi sia contenuto in una delibera a parte, e quindi non sarà presentato in giunta oggi (almeno che il sindaco non cambi idea nella notte) è un éscamotage «per evitare che la discussione si areni sul nome di Craxi e blocchi tutte le altre vie - confessa Sgarbi, che aggiunge - discuteranno sulla Cederna». Alla Cederna, però, non sarà intitolata via Baguttino, cara alla giornalista scomparsa nel ’97, come si pensava, ma i giardini di via Principe Eugenio. Non ci sarà, invece, un altro nome che aveva fatto discutere, quello dell’ex sindaco di Milano, nonchè ex partigiano Aldo Aniasi, scomparso nell’agosto del 2005, perchè «morto da meno di dieci anni», mentre compare nella delibera, eccezione che conferma la regola, Oriana Fallaci.
Incassa il placet del sindaco anche il nome di Giorgio Strehler, che non avrà una via dedicata davanti all’omonimo teatro, come aveva chiesto in novembre il direttore del Piccolo Teatro Sergio Escobar, ma i giardini tra viale Jenner e via Porro. D’ora in poi i milanesi potranno darsi appuntamento in via Giovanni Testori, Valentino Bompiani, Giorgio Gaber, Fabrizio de Andrè, Edgardo Sogno, il partigiano bianco, mentre ad Altiero Spinelli sarà intitolato lo spazio per l’arte contemporanea in viale Molise, via Walter Chiari, Leonardo Sciascia e Giovanni Paolo II. L’assessore alla cultura non ha dimenticato i giudici Falcone e Borsellino, cui in settembre aveva deciso di dedicare un obelisco da collocare in piazza della Repubblica, per il nome fortemente simbolico, che sarà commissionato allo scultore Ivan Theimer, mentre guarda con favore alla decisione di mettere una targa in largo Cherubini per ricordare il commissario Calabresi.