Dedicato a quei nerazzurri pessimisti

La vittoria sulla Lazio la dedico sentitamente a due categorie di tifosi: gli illusi e i cacasotto. I primi non sono interisti, ma vegetano sulla tragicomica speranza di un imminente tracollo della capolista. Li assolvo perché è normale che chi da tre anni si trova a inseguire debba pur credere in qualcosa! In fondo c’è chi sostiene fermamente che i marziani siano già sbarcati sulla terra e, visto quel che si vede in giro, potrebbe pure essere. I secondi, i cacasotto per intenderci, sono invece interisti e mi hanno sempre dato sui nervi. Ogni tifoseria ha la sua quota di pessimisti, ma i gatti neri di casa nostra sono davvero incorreggibili: alle prime difficoltà menano ovunque la sfiga che probabilmente contraddistingue le loro grigie esistenze. Poi però sono i primi a correre in piazza col bandierone nei giorni dei trionfi. Dopo l’ormai datatissimo 5 maggio, o «5 Moggi» se preferite, l’Inter ha vinto scudetti con cinque gare d’anticipo e all’ultima giornata: sono passati sette anni, dico sette anni. Per tutti, ma non per loro. E i gesti di Ibra, certamente antipatici, puniscono l’ingenerosità di quella piccola parte del pubblico capace solo di mugugnare a vanvera. Io invece penso sempre positivo e mi aspetto che l’Inter chiuda la stagione con un distacco maggiore di quello attuale. Posso sbagliare perché, a differenza dei ciarlatani in servizio permanente, non ho certo la verità in tasca, ma ne riparliamo presto.
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