"Dedico la vittoria a Berlusconi, scippo evitato"

Guido Podestà: "Credo che in questi quindici anni il premier abbia regalato a tutti gli italiani una prospettiva diversa
Questo successo alla fine era necessario per fare gioco di squadra tra il governo nazionale, la Regione e il Comune&quot;<br />

Guido Podestà è il nuovo presidente della Provincia di Milano. Con il 50,2 per cento dei consensi dà lo sfratto a Filippo Penati. L’inquilino uscente raccoglie il 49,8 per cento. Vantaggio di 0,4 punti percentuali o, se preferite, di 4626 voti. Vittoria per un soffio ma necessaria per cancellare l’«anomalia» Penati, come l’ha definita il premier Silvio Berlusconi, e per «consentire di fare gioco di squadra tra governo nazionale, Regione Lombardia e Comune di Milano». Anche al secondo turno, dunque, «gli elettori hanno confermato la voglia di girare pagina, di dare un futuro alla loro Provincia» annota Guido Podestà, dopo la lunga attesa per il risultato vincente vissuta insieme ai ministri Mariastella Gelmini e Ignazio La Russa che, nella sede del Pdl di viale Monza, hanno seguito le tappe dello spoglio. Un susseguirsi di scrutini sempre a favore di Guido Podestà per «non farci scippare una vittoria che c’era già» come ha commentato il presidente Berlusconi nell’ultima telefonata a Podestà. Infatti, il presidente del Consiglio ha seguito passo passo lo spoglio per la Provincia di Milano. E proprio al premier va la prima «dedica» di Podestà perché «credo che in questi quindici anni, Silvio Berlusconi, abbia regalato a tutti gli italiani una prospettiva diversa da quella che altri avrebbero pensato». Una vittoria resa possibile, continua il neopresidente «dalla determinazione che abbiamo avuto, dimostrando che abbiamo una coalizione molto coesa»: «Abbiamo avuto la forza di partire uniti e di non farci attrarre da facili logiche di assegnazione di posti a questo o a quest’altro». Condizione dovuta anche «all’organizzazione del Pdl e anche della Lega». Lega che ha votato compatta per Guido Podestà: «Con la Lega si vince e cade Milano. L’accoppiata Bossi-Berlusconi è davvero formidabile» afferma il ministro Roberto Calderoli che con Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini condividono le battute di un successo fortemente voluto. E a chi [/TESTO][TESTO]definisce «non esaltante» il risultato del centrodestra replica secca il ministro Gelmini: «Era importante conquistare la Provincia di Milano». Anzi, aggiunge il ministro la Russa: «Nonostante un’affluenza così modesta e una legge iniqua come quella del ballottaggio, che avrebbe potuto far vincere il candidato che aveva preso meno voti al primo turno, abbiamo vinto. Non fosse andata così sarebbe stata una rapina». Una «rapina» evitata grazie «al Pdl, alla Lega e agli alleati» aggiunge Podestà mentre Penati con una telefonata gli «augura buon lavoro». E di impegno concreto, di governo del fare, Palazzo Isimbardi ne ha bisogno «dopo cinque anni di immobilismo, di inefficienza e di sviluppo mancato» chiosano all’unisono Bruno Dapei e Giovanni De Nicola, voci dell’opposizione ai «fatti e misfatti» di Penati and company. Così, sorpresa, neanche mezz’ora dopo la vittoria, mentre il Pdl stappa spumante, «libera con i tricolori» Palazzo Isimbardi e inneggia «su Filippo non t’arrabbiare l’importante è partecipare», Podestà si incontra con il sindaco di Milano Letizia Moratti: faccia a faccia per discutere anche di «sicurezza». Appuntamento fuoriprogramma ma, come osserva il neopresidente, «dobbiamo recuperare il tempo perduto» e lasciarci alle spalle «una battaglia elettorale nella quale si poteva parlare di più dei programmi. Però credo francamente siamo riusciti a spiegare le ragioni per le quali vogliamo cambiare il corso di quella che è una gestione della provincia che noi non condividiamo».