«Il default della Grecia in tempi molto brevi»

Adesso nel mirino di Standard&Poor’s è finita la Grecia. «Prevedo un default delle Grecia in tempi molto brevi», ha detto ieri senza mezzi termini Moritz Kraemer, responsabile per i rating sovrani dell’Europa di S&P. Certo non un augurio di buon lavoro per la troika Ue-Bce-Fmi, attesa venerdì prossimo ad Atene per discutere del secondo piano di salvataggio del Paese ellenico.
Lo stop subìto dai negoziati tra il governo greco e i creditori privati, cioè con le banche, sulla contribuzione volontaria alla ristrutturazione del debito (riduzione del 50% sul rimborso dei titoli, ovvero 100 miliardi dei 350 d’indebitamento greco) ha del resto contribuito a riaprire il «toto-bancarotta». Il raggiungimento di un’intesa, bloccata sui tassi di interesse che Atene dovrà pagare sui bond di nuova emissione, è una condizione essenziale per l’erogazione della seconda tornata di aiuti, mentre è sempre meno il tempo rimasto per trovare i quattrini necessari a coprire i 14,5 miliardi di euro di sirtaki-bond in scadenza a marzo. Il governo Papademos ostenta sicurezza sulle possibilità di sciogliere il nodo con gli istituti di credito, ma in assenza di finanziamenti il default greco sarà inevitabile. Secondo il New York Times, la strategia dell’Europa è quella di evitare una bancarotta incontrollata, in modo da evitare contraccolpi devastanti sul sistema finanziario globale.