Deferrari è subito rettore: «Così rilancerò l’università»

(...) Ieri alle 17.30, infatti, le schede con il suo nome avevano superato il quorum di 654 (la metà più uno degli aventi diritto al voto) rendendolo automaticamente il Magnifico Rettore che guiderà l’università genovese dal prossimo novembre. Alla stessa ora la preside di Architettura, Benedetta Spadolini, era molto distanziata, con 250 preferenze. Alal fine Deferrari è stato eletto con 801 voti a favore (61,33% dei votanti) l’affluenza è stata pari all’81,52% degli aventi diritto, per un totale di 1.306 votanti. Alla professoressa Spadolini sono andati 283 voti, 5 al professor Aldo Ferrari, 2 a Franco Torello e 2 a Rossana Raiteri. Altri dieci professori hanno avuto un voto ciascuno.
Alle 18 e 30, quando ormai si era diffusa la notizia al telefonino di Deferrari non era più possibile nemmeno lasciare messaggi in segreteria. «Non sono nemmeno riuscito ancora a chiamare mia moglie», diceva in serata tra un’intervista e l’altra, con un collega che rispondeva al telefono per lui smistando le chiamate. Dal primo novembre a Deferrari spetterà il compito di guidare una delle più importanti università italiane con 159 corsi di laurea e laurea specialistica, 17 Scuole di dottorato (articolate in 66 corsi), 56 Scuole di specializzazione, 34 Corsi di perfezionamento e di formazione permanente, 47 Master Universitari di I e II livello e 4 Poli didattici nelle province. Ma con problemi come la mancanza cronica di fondi e la voglia di Ingegneria di guidare la secessione verso il Politecnico. «Il programma elettorale era di 15 pagine - spiega il nuovo rettore - e si tratta di un programma largamente condiviso. Tra i punti più importanti c’è la volontà di far crescere la nostra università con un piano di sviluppo globale, culturale ed edilizio, di richiamare studenti stranieri e ritrovare una credibilità anche nei confronti delle nostra stessa città, che abbiamo perduto». Sul tema dei bilanci Deferrari non si spaventa («altre università prestigiose li hanno peggio dei nostri») e apre sul Politecnico. «Faremo uno studio serio e se i vantaggi ci saranno... si farà».