Deficit, delibere firmate da Marrazzo e Battaglia

Due firme e tante polemiche. Le firme sono quelle dell’assessore alla Sanità Augusto Battaglia e del presidente della Regione Piero Marrazzo, che d’ora in poi metteranno il loro nome congiuntamente in calce alle delibere sul piano di rientro sanitario che verranno presentate al consiglio regionale. Secondo Battaglia si tratta di un modo per «rafforzare le decisioni in una fase di stretta verifica e confronto col governo in cui vogliamo dare il segno di una forte compattezza di tutta la maggioranza e della giunta rispetto al Piano di rientro». Per Andrea Augello, senatore di An ed ex assessore al Bilancio della giunta Storace, si tratta invece di una «mostruosità giuridica». «Dopo che nelle scorse settimane l’assessore Battaglia in un’intervista a un autorevole quotidiano cittadino si era assai immodestamente paragonato ad Ho Chi Minh - dice Augello -, capita oggi (ieri, ndr) di leggere sui giornali che il presidente Marrazzo avrebbe con enfasi annunciato di essersi personalmente messo al timone della Sanità. Il che conferma la vocazione asiatica dell’esecutivo, visto che sarebbe un “Grande Timoniere”, novello Mao Tse-Tung a commissariare il povero Ho Chi Minh». Dopo l’ironia, la sostanza. «A ben vedere poi - aggiunge Augello - si scopre che questa presunta svolta si esaurirebbe nell’annuncio che tutti i provvedimenti sul piano di rientro sanitario verranno da oggi firmati dall’assessore Battaglia ma anche dal presidente della giunta. Molto emozionante. In Cina e/o in Vietnam, forse, la cosa farebbe notizia. Nelle Regioni italiane, invece, tutte le delibere presentate dall’assessore proponente, non vengono neppure ammesse alla discussione senza una prima firma del presiedente necessaria a includerle nell’ordine del giorno e dopo l’approvazione vengono ulteriormente validate ancora con la firma del presidente. Tutte, sempre, da sempre. Lo stesso piano di rientro è frutto di un accordo in cui l’assessore alla Sanità è un semplice delegato del presidente: non costituisce quindi in alcun modo notizia il fatto che il presidente ne supervisioni l’attuazione». «A voler essere volgari - continua Augello - si potrebbe osservare che il presidente della giunta è pagato anche per questo. In realtà a Battaglia non è stata tolta alcuna delega e nel momento in cui Marrazzo oltre alla firma, che già deve apporre all’ordine del giorno, e alla controfirma delle delibera approvate aggiunge una terza firma come assessore proponente, commette una mostruosità giuridica che sottende un compromesso politico ma è del tutto priva di senso sul piano amministrativo». «Quindi - conclude Augello - la vera notizia è che non c’è alcuna notizia. Tra timonieri, guerriglieri, vietcong e annunci roboanti la giunta come sempre decide di non decidere. Liberissima di farlo, se ritiene che sia la cosa giusta, ma non per questo si può pensare di prendere in giro la stampa e i cittadini cercando di camuffare un’assoluta incapacità decisionale con la caricatura di un presidente decisionista».