Deficit, l’Italia convince l’Ue: stop alla procedura d’infrazione

«Misure coerenti» per un disavanzo sotto il 3% a fine 2007. Tremonti: «Apprezzati gli sforzi compiuti»

Gian Battista Bozzo

da Roma

L’Europa blocca la procedura per deficit eccessivo decisa a luglio nei confronti dell’Italia, riconoscendo che con l’ultima legge finanziaria il nostro Paese «sembra aver preso misure coerenti con le raccomandazioni del Consiglio Ecofin». Il documento sui conti italiani, che la Commissione di Bruxelles approverà il 22 febbraio, conclude che «per il momento non sono necessari ulteriori passi nella procedure di deficit eccessivo riguardante l’Italia». Il governo si è impegnato a ritornare sotto il 3% di deficit alla fine del 2007.
Le anticipazioni sul «sì» di Bruxelles alle misure di correzione dei conti pubblici arrivano nello stesso giorno in cui l’Ecofin approva un documento della Commissione che, di fatto, promuove la riforma italiana delle pensioni. «Dall’Ecofin - commenta Giulio Tremonti al termine della riunione - giunge una conferma sulla Finanziaria 2006, di cui si apprezzano le misure effettive in ordine agli obiettivi di stabilità». L’Europa - aggiunge il ministro dell’Economia - riconosce anche la validità e l’efficacia alle riforme pensionistiche adottate nel nostro Paese, con un «fortissimo apprezzamento per l’andamento a lungo termine della spesa previdenziale in relazione all’invecchiamento della popolazione. Il tempo è galantuomo: siamo avanti a tutti gli altri», conclude Tremonti. «L’Italia è uno dei Paesi che beneficiano delle riforme adottate», conferma il commissario all’Economia, Joaquín Almunia.
Analizzando l’andamento dei conti italiani, la Commissione rileva che sembra esser stato raggiunto a fine 2005 l’obiettivo di un rapporto deficit-Pil pari al 4,3%, così come previsto dalla decisione dell’Ecofin del luglio scorso. Inoltre, «la probabilità di una implementazione efficace delle misure previste, e quindi del conseguimento degli obiettivi di bilancio 2006, è aumentata - si legge nel documento, anticipato dall’agenzia Ansa - in seguito all’introduzione dei meccanismi di controllo della spesa». La riduzione del rapporto deficit-Pil nel 2006 e nel 2007, «se conseguita, sarebbe coerente alla decisione del Consiglio». Restano tuttavia delle incertezze sulle misure di controllo della spesa pubblica: se non dovessero funzionare appieno, si renderebbero necessari nuovi interventi correttivi.
Se le anticipazioni saranno confermate, «tutti dovranno prendere atto del riconoscimento della Commissione al governo italiano - commenta Gianni Alemanno -: il blocco delle procedure per deficit è il riconoscimento degli sforzi compiuti nella Finanziaria, per l’impegno di Tremonti e dell’intera coalizione. Non era mai accaduto - aggiunge il ministro delle Risorse agricole - che una manovra alla vigilia delle elezioni fosse gestita con tanto rigore».
Per gli anni successivi al 2007, comunque, la Commissione ritiene necessari «ulteriori rafforzamenti degli obiettivi di bilancio», per conseguire una riduzione più rapida del rapporto debito-Pil. L’insufficiente calo del debito, e qualche dubbio sui tagli di spesa, sono alla base della decisione dell’agenzia di rating Fitch di non modificare la valutazione dell’Italia. Ma Tremonti ricorda che il Fondo monetario e la Commissione hanno apprezzato i «fortissimi» controlli della spesa. Tali meccanismi, che vedono il convolgimento della Corte dei conti, osserva il ministro, sono alla base dell’«ok» di Bruxelles alla Finanziaria.
Proprio nei giorni scorsi, Tremonti ha inviato una circolare alle pubbliche amministrazioni per confermare, nel dettaglio, le riduzioni di spesa previste nella Finanziaria, a partire dalle pubbliche relazioni, le auto di servizio, le mostre, i convegni, gli studi. Ogni spesa superiore ai 5.000 euro dovrà essere sottoposta al monitoraggio della Corte dei conti. E la Ragioneria dello Stato potrà fermare chi sfora le previsioni di spesa.