Deficit, Obama promette lacrime e sangue Ma  Kerry lo bacchetta: "Colpisci anche i poveri"

La Casa Bianca pressata dai repubblicani prova a ridurre l’enorme
deficit federale - che quest’anno dovrebbe arrivare  a 1600 miliardi di dollari - a 1100 miliardi il
prossimo anno e 600 miliardi nel 2018. Aspra polemica con il senatore John Kerry sui tagli del governo negli aiuti ai poveri

Washington - Pressato dalla rivolta anti tasse cavalcata dal Tea Party Obama presenta una finanziaria lacrime e sangue, cercando di salvare la poltrona - si vota tra due anni - e i conti pubblici. Quella della Casa Bianca è una finanziaria da 3700 miliardi di dollari che prevede drastici tagli in tutti i settori, compreso il Pentagono - che di solito non viene mai toccato. Per Obama, il governo americano deve saper "vivere con i propri mezzi" e "prendersi le responsabilità dei propri deficit". La proposta di budget per il 2012 Obama la presenta oggi al Congresso e dovrebbe portare il pil +3,1% nel 2011 e al +4% nel 2012 e a far scendere la disoccupazione (che passerebbe, secondo le stime di Obama, al 8,6% nel 2012 e al 5,9% nel 2015). La proposta prevede, inoltre, la riduzione o la chiusura di 200 programmi federali per un risparmio di 33 miliardi di dollari. 

Ridurre il deficit "Serviranno scelte dure, ha detto Obama, che comporteranno tagli su cose alle quali tengo profondamente". L'obiettivo - ambizioso - è quello di ridurre l’enorme deficit federale - che quest’anno dovrebbe arrivare secondo le stime a 1600 miliardi di dollari - a 1100 miliardi il prossimo anno e 600 miliardi nel 2018. Un piano che la Casa Bianca presenta come una scelta responsabile rispetto alla proposta di tagli con la scure che la maggioranza repubblicana metterà questa settimana ai voti alla Camera. "Il dibattito a Washington non è tra il tagliare o spendere, tutto siamo d’accordo sul fatto che sia necessario tagliare, ma la questione è come e cosa tagliare", hanno spiegato fonti dell’amministrazione. Il presidente, definendo la legge di bilancio "un acconto" di quanto necessario per sanare le finanze pubbliche statunitensi, ha sottolineato che gli obiettivi ambiziosi richiedono che "i democratici e i repubblicani lavorino insieme". E Obama non ci pensa nemmeno a "toccare" sanità e pensioni, anche se si è detto pronto a pronto "a studiare ulteriori tagli alla spesa". Il presidente degli Stati Uniti ha poi aggiunto: "Anche mentre tagliamo cose di cui possiamo fare a meno, abbiamo la responsabilità di investire in quelle aree che avranno il maggiore impatto nel nostri futuro, e questo è particolarmente vero quando si tratta di istruzione"

Cercasi compromesso Dopo aver perso la maggioranza alla Camera Obama sa bene che la musica deve cambiare, se ha intenzione di rimanere alla Casa Bianca. Per questo punta a una sorta di "compromesso" con la nuova maggioranza repubblicana, o quanto meno una "triangolazione" (mediazione) sulla falsariga della politica centrista nel suo secondo mandato. L'obiettivo numero uno dunque, è una politica di contenimento della spesa pubblica, accettando di congelare per cinque anni le spede "discrezionali". A farne le spese saranno oltre 200 programmi federali che sono stati da sempre appoggiati dai democratici.

La polemica con John Kerry Risale a qualche giorno fa la polemica con la Casa Bianca del senatore John Kerry, per l’ipotesi di tagliare drasticamente i finanziamenti che permettono di dare aiuti economici alle famiglie più povere negli stati più freddi dove è eletto l’ex candidato dove è molto alta la bolletta del riscaldamento. Ma il presidente non ha accettato però l’idea di rinunciare completamente alla politica di investimenti, da lui ritenuta nei primi due anni di mandato la ricetta per rispondere alla crisi economica e alla disoccupazione a due cifre. E quindi la finanziaria prevede fondi per la ricerca medica ed energetica, per la costruzione di infrastrutture - da una solida cura del ferro alla realizzazione di un network wirless che garantisca Internet ad alta velocità al 98% degli americani - e soprattutto investimenti per l’istruzione, la vera carta, ripete Obama, vincente per rilanciare la competitività made in Usa. La finanziaria prevede così l’assunzione di 100mila nuovi insegnanti di scienze e matematica.