Deficit sanitario: Marrazzo «sotto tutela»

«In tal modo la Pisana è commissariata e perde il potere di negoziazione»

Il test di tecnica finanziaria l’esecutivo regionale proprio non riesce a superarlo. Dopo che la politica gestionale della giunta di Piero Marrazzo è passata sotto la lente dei tecnici del ministero dell’Economia e della Salute, è stato ampiamente decretato che, per rispettare i dettami del piano di rientro del deficit, occorre un aiuto esterno: sono in arrivo quindi «lezioni private», visto che la Regione, anche con l’aiuto del «cruscotto» per il controllo della spesa voluto da Marrazzo, non riesce ancora a fare bene. Infatti la prima prova sul ripiano finanziario che ha interessato il primo trimestre 2007 ha sforato il tetto per 50 milioni di euro e i risultati prodotti in seguito sono tutt’altro che soddisfacenti tant’è che, proprio da via XX Settembre, è arrivato l’ordine di dare conto delle politiche economiche e gestionali all’advisor finanziario Kpmg Spa. Lo stesso advisor che certificò il debito regionale complessivo al 2005 pari a 5,6 miliardi di euro: la metà di quello sbandierato dall’esecutivo ulivista.
In definitiva, dal primo giugno «la riorganizzazione dei sistemi gestionali e contabili degli enti del sistema sanitario regionale, in attuazione del piano di rientro, viene affidata a Kpmg». Così si legge nell’atto sottoscritto dalla giunta e questo fa dedurre che sarà lo specialista finanziario a gestire modalità di pagamento del debito pregresso e programmazione sanitaria in coerenza con gli obiettivi di rientro e a monitorare l’operatività degli strumenti nei tempi stabiliti. A questo punto quale sarà il ruolo rivestito dall’esecutivo regionale? «L’affidamento diretto di un servizio determinante ai fini del governo della spesa sanitaria finisce per decretare un vero e proprio commissariamento della Regione, che delega una funzione fondamentale ad un soggetto che, in quanto privato, mantiene un proprio profilo di autonomia ed indipendenza rispetto alla programmazione e alla politica regionale», è il j’accuse del capogruppo di Forza Italia alla Pisana, Alfredo Pallone, che sostiene come le funzioni affidate all’advisor dovrebbero essere svolte direttamente dalla Regione cui, secondo la normativa vigente, spetta il monitoraggio e controllo della spesa sanitaria, mentre «non comprendiamo questa scelta. L’unica motivazione addotta è la preesistenza dei rapporti che la Kpmg detiene con i ministeri dell’Economia e della Salute, ma non basta come ragione. Questa decisione avrà dei costi che la stessa Regione non è in grado di negoziare perché le tariffe sono quelle praticate dall’azienda ai ministeri e tale automatismo priva la Regione di un potere di negoziazione in ottemperanza al principio di economicità nelle risorse disponibili. Le spese che la Regione dovrà affrontare si ripercuoteranno sulla già precaria situazione economico-finanziaria».
Ma c’è un altro cruccio e riguarda l’affidamento dell’incarico, «assegnato - come fa notare Pallone - superando la procedura ordinaria sugli appalti pubblici del bando di gara. Ci sono numerosi operatori economici competenti nel settore cui potrebbero essere esternalizzate tali mansioni di controllo». E la natura politica della decisione? «È un atto di puro servilismo nei confronti dei due ministeri giustificato solo dalla coincidenza di orientamento politico tra la Regione e il governo nazionale - taglia corto Pallone -. A meno di supporre che il Tesoro non si fida dell’amministrazione regionale».