Deficit sanitario, vacilla il piano di rientro

La Sanità laziale continua a navigare in pessime acque. All’Umberto I è bufera sulle dichiarazioni del direttore Montaguti su «stipendi fantasma elargiti a persone che non si sa dove lavorino». Al San Camillo, dopo il reintegro da parte del Consiglio di Stato del direttore Alessio si discute sulla personale applicazione dello spoil system da parte di Marrazzo. Ed ora due manager e due stipendi, alla faccia dei conti pubblici e del sempre più rosso deficit sanitario.
«Quello che sta accadendo - fa notare il capogruppo di Forza Italia Alfredo Pallone - rischia di impedire alla Regione di rispettare il piano di rientro del deficit sanitario. I dissesti delle Asl e l’errata applicazione dello spoil system sono elementi che gravano sulla spesa pubblica e destabilizzano le finanze regionali».
Secondo Tommaso Luzzi (An) «ancora una volta questa giunta ha preso uno schiaffo in faccia per aver allontanato arbitrariamente Alessio, nominato dalla precedente giunta Storace, provvedendo a sostituirlo con un fedelissimo, Macchitella, il quale ora dovrà abbandonare l’incarico per permettere il reintegro di Alessio». «Mentre si chiedono sacrifici ai cittadini, mentre si tagliano posti letto, mentre si riducono i servizi, mi chiedo - conclude - chi pagherà i doppi stipendi per i direttori generali del San Camillo e delle Asl che sono stati allontanati dalla giunta Marrazzo e che saranno reintegrati nelle loro funzioni di direttori generali delle Asl».
Critiche anche all’interno del centrosinistra. Donato Robilotta, capogruppo regionale Socialisti riformisti-Rosa nel pugno, ricorda che «la norma sullo spoil system, presente nello statuto, è stata introdotta dal sottoscritto in qualità di assessore agli affari Istituzionali nella precedente legislatura». Ma poi precisa: «La Corte Costituzionale non ha bocciato lo spoil system, ma l’applicazione fatta dalla giunta Marrazzo, e quindi il Consiglio di Stato ha dovuto applicare il provvedimento di reintegro al direttore generale del San Camillo».
Bruno Prestagiovanni (An), vicepresidente del Consiglio regionale, invece parla delle reazioni alla bocciatura: «Se è lecito dal punto di vista politico contestare una sentenza del Consiglio di Stato, un po’ meno lo è fare considerazioni che, alla prova dei fatti, risultano parziali, come quelle dei colleghi del centrosinistra». «Viene infatti da chiedersi - sottolinea Prestagiovanni - per quale motivo a sinistra si scaldano tanto per il reintegro di Domenico Alessio al San Camillo, quando il direttore sanitario è rimasto lo stesso di prima con l’avvento al governo della Regione di Piero Marrazzo».
Sull’Umberto I, infine, il segretario regionale della Fials Confsal Gianni Romano consiglia ironicamente al direttore Montaguti di «ingaggiare un paragnosta che possa individuare il lavoratore o il suo spirito guida per segnalarlo all’autorità giudiziaria piuttosto che esternare alla stampa notizie di una portata così complessa e soprattutto discutibile». «Dopo le storie sul presunto espianto di cornee nei corridoi dell’ipogeo - continua Romano - le sommesse congetture su violenze carnali e l’andirivieni di cani e gatti negli ambulatori del nosocomio non potevano mancare impiegati e funzionari fantasma che percepiscono puntualmente lo stipendio. A questo punto riteniamo sia dovere del dottor Montaguti presentare la lista dei nomi alla Procura».