Uno degli organi più antichi al mondo torna a sedurre con le sue note

Il «Festival Barocco» che in queste settimane sta inondando di musica Viterbo e la sua provincia, rivelando al pubblico luoghi ricchi di storia e di arte, qualche volta si spinge in centri a un tiro di schioppo da Roma, come accade appunto questa sera (ore 21). L’appuntamento è nel Duomo di Orte, dove si ascolterà un organo fra i più antichi al mondo, costruito da Domenico Benvenuti, rinomato organaro di Colle Val D’Elsa, alla fine del Cinquecento, e poi ampliato da Domenico Dorsi, altro celebre organaro, nella prima metà del Settecento. Situato nel transetto destro, in alto, sulla cantoria che guarda all’assemblea, ha un gemello «muto» sull’altro lato del transetto, per semplice simmetria. Si tratta di uno strumento dal prospetto singolare, con quel drappeggio che racchiude morbidamente la cassa armonica dello strumento; ricco di molti registri (voci), sottoposto a un minuzioso restauro, e oggi tornato in perfetta forma, è protagonista anche di un festival organistico. Il concerto affidato a due solisti di grande valore come Antonio Frigè (organo) e Gabriele Cassone (tromba «naturale»: strumento che ha vissuto il suo momento di massimo splendore nel Barocco; è simile nella forma alla tromba moderna, rispetto alla quale, però, ha una lunghezza doppia, mentre manca dei «pistoni») intende attirare l’attenzione sugli organi storici della Tuscia, regolarmente coinvolti nel festival barocco, e specialmente su quelli che versano in uno stato di abbandono e sono perciò bisognosi di accurati restauri (fra tutti quello, monumentale, costruito nel Seicento dai fratelli Vibani per la chiesa di Santa Maria del Ruscello, disegnata dal Vignola, a Vallerano). Il repertorio è soltanto in parte originale. Nel nostro caso i brani dei due musicisti secenteschi Girolamo Fantini (in programma: Sonata detta del Nicolini e Sonata detta del Vitelli) e Giovanni Battista Viviani (Sonata per trombetta sola e organo). Tutto il resto del programma, come si fa comunemente per sopperire alla perdita del repertorio specifico, è frutto di trascrizioni e arrangiamenti, come anche il finale haendeliano, tratto dalla notissima «Musica sull’acqua». Orte. Duomo. Festival Barocco. Ore 21. Info: 0761.342987.