Degrado, finta badante e nessuna autorizzazione: sigilli alla casa di riposo

Casa per anziani abusiva ad Ardea. E i carabinieri mettono i sigilli all’ennesima struttura priva di licenze, autorizzazioni sanitarie, medici e infermieri. Non solo. Locali cucine e mensa inadeguati e pazienti abbandonati a una badante romena. Quattro le persone denunciate da militari della stazione locale e dai colleghi della compagnia di Anzio: un 68enne incensurato di Roma, i due proprietari-gestori del villino a tre piani di via Mare del Margine, un 38enne e una 36enne di Ardea, infine la 36enne straniera priva di alcun titolo o diploma medico-infermieristico. Ad avviare le indagini le voci di paese su uno strano giro di persone anziane, molte delle quali su sedia a rotelle. È il luogotenente Landi il primo a capire che in quella villa privata è stata messa in piedi una casa di riposo senza permesso. Primo e secondo piano per i «vecchietti», attico riservato ai padroni di casa. Contattati i familiari dei 15 anziani, la conferma dell’attività illegale. «Paghiamo 1500 euro al mese - spiega uno di loro - per avere tutta l’assistenza necessaria al nostro genitore». Ieri mattina, ordinanza di sequestro alla mano, il blitz dei carabinieri. «Oltre all’assenza delle autorizzazioni - spiega il maggiore Emanuele Gaeta, comandante della compagnia di via Marconi - anche la situazione igienica è risultata carente soprattutto per la mancanza di locali adibiti al confezionamento e distribuzione del cibo». Degli ospiti ricoverati, numerosi sono risultati affetti da patologie legate alla senilità, per cui la struttura non era in grado di fornire assistenza adeguata. Per il momento i pazienti, dopo una visita da parte del personale medico della Asl, sono stati affidati ai loro cari. Ma l’inchiesta non è conclusa. Da stabilire ancora se gli stessi familiari erano o meno a conoscenza della grave situazione. Difficile pensare, del resto, che nessuno di loro abbia mai chiesto se il loro parente fosse stato visto da un medico, anche solo per un controllo. «Strano anche credere - concludono gli inquirenti - che nessuno si sia mai accertato se la struttura fosse in regola con le autorizzazioni sanitarie». Non è certo il primo caso nella zona. Tempo addietro a Tor San Lorenzo i carabinieri scoprirono un ospizio dell’orrore: stanze da bagno senza bidet, camere come celle di clausura, niente porte, soffitti bassi e depositi alimentari non autorizzati.