Degrado in Galleria, al civico 12 l’ostello segreto dei senzatetto

Di notte i clochard cercano riparo nei cunicoli sotto il salotto milanese

Un rifugio «elegante», nel centro della città. Pare che molti clochard milanesi lo conoscano e di tanto in tanto, la notte, vi cerchino riparo. Basta poco per entrare: una pressione forte al portone verde scolorito di Galleria Vittorio Emanuele 11-12 ed il gioco è fatto.
Proprio li, di fianco alle boutique delle grandi firme, si nasconde l’entrata di un «ostello» segreto per senzatetto. Loro arrivano la sera tardi, quando i negozi sono chiusi e non passa tanta gente. Entrare e facile perché la porta di legno non è blindata e la serratura, rotta da tempo, è stata sistemata in modo provvisorio. Così basta un calcio per scostarla ed entrare nell’«ostello». Ci sono bidoni della spazzatura e rifiuti raccolti dai negozi adiacenti, sulla destra le scale che portano giù, nelle cantine dei locali che si affacciano sul vecchio corso delle carrozze. Il Giornale nei giorni scorsi aveva già raccontato la condizione di degrado e sporcizia degli scantinati di via Marino 7, e al civico 11 della Galleria la situazione non cambia. Ma al caos di calcinacci e rifiuti, bisogna aggiungere la presenza di ospiti indesiderati. Loro però non badano ai fili dell’elettricità scoperti e all’umidità che rende l’aria molto pesante. Loro cercano un riparo per la notte.
Chi lavora in quell’area della Galleria sa bene come vanno le cose nei cunicoli sotto il salotto buono della città. Di clochard durante il giorno non se ne vedono, ma se ne trovano le tracce. Il primo indizio lo rivela l’olfatto: un odore acre di escrementi lascia poco spazio all’immaginazione. Non appena gli occhi si sono abituati all’oscurità dei locali, anche gli ultimi dubbi vengono meno: qualcuno ha usato quelle stanze come latrina.
Difficile stabilire quanti siano gli inquilini abusivi, ma è probabile che il numero vari ogni giorno. Un tempo scendendo le scale che dal portone verde conducono fino alla cantina si potevano trovare veri e propri giacigli con materassi e sacchetti a mo’di valigie. Dopo le lamentele dei negozianti che hanno le uscite di sicurezza che si affacciano proprio in quei locali la situazione è un po’ cambiata. Un paio di anni fa è stato fatto addirittura un esposto al demanio, poi è intervenuta l’Amsa per fare una pulizia generale. Ma la situazione è cambiata per poco tempo. E se nuovi materassi non hanno sostituito i vecchi, quattro scatoloni schiacciati a terra lasciano intendere che i senzatetto non hanno rinunciato al loro giaciglio. Un postaccio - sia chiaro - ma almeno un postaccio riparato, anche se umido. Vecchie infiltrazioni hanno allagato in parte il pavimento e così per muoversi è necessario fare una gimcana tra gli scatoloni che fungono da isolanti.
C’è chi giura che altri clochard dormano addirittura nelle trombe delle scale degli appartamenti che si affacciano sulla Galleria, altri che si servano anche del portone al civico otto di via Silvio Pellico. E se è vero che l’amarezza per il degrado può dar spazio all’immaginazione, resta una certezza: bisogna fare qualcosa per salvare il salotto buono della città.