Gli Dei della politica sono al crepuscolo

Il crepuscolo degli dei! La definizione wagneriana si adatta perfettamente alla situazione in cui versa la nostra classe politica, eufemisticamente definita «la casta» da Gian Antonio Stella. Una situazione scandalosa che sta toccando gran parte degli elettori, indignati per le prevaricazioni che sinora questi signori si sono concessi. Mentre gli italiani sono angosciati dalle tasse continuamente crescenti, i soliti personaggi inamovibili continuano arrogantemente a percepire emolumenti e prebende unici in Europa, e forse nel mondo, oltre a sperperare il denaro in privilegi inutili. Se qualcuno della congrega, preoccupato per il crescente malumore, propone piccoli adeguamenti di facciata, subito viene messo a tacere. Anche la legge di modifica della Costituzione proposta dal governo Berlusconi - che avrebbe di fatto modificato lo status quo - venne rapidamente messa fuori causa nel referendum, con una campagna delatoria della sinistra. Salvo poi sentire ora il ministro D’Alema giudicare come indispensabili le stesse riforme per rispondere al malcontento generale (Ballarò, 19 giugno 2007). Chi lavora e produce non accetta più che gli stessi politici fingano di voler risolvere la situazione, mantenendo di fatto la propria posizione di potere. Il Cavaliere deve proporre agli italiani volti e idee nuove, e gli alleati della Cdl devono capire che è giunta l’ora di farla finita con le liti di bottega. Solo una destra innovativa, guidata da Berlusconi, potrebbe infatti raggiungere l’obiettivo, vagheggiato da tutti gli italiani, di vivere in un’Italia moderna e ben governata.