La delega al Casinò fa saltare il banco della maggioranza

Sanremo lascia sempre più solo il sindaco Borea

Federico Marchi

Nessuno avrebbe mai pensato che il consiglio comunale di Sanremo, che si è svolto lunedì notte, sarebbe stato ricordato non per la discussione sul Piano Urbanistico Comunale ma per un violento scontro interno alla maggioranza. L'attenzione era infatti incentrata sul confronto sul Puc (ordine del giorno tra l'altro richiesto dalla minoranza con una raccolta di firme), invece a spiazzare tutti è stata una decisione del sindaco Claudio Borea comunicata a inizio seduta. Prendendo in contropiede tutti, e soprattutto la sua maggioranza, il primo cittadino ha conferito due incarichi ad altrettanti consiglieri comunali tra cui il presidente del consiglio Bruno Marra.
In particolare a Marra è stato affidato l'incarico ufficiale di occuparsi delle società partecipate, tra cui il Casinò e l'Amaie, sottraendo così queste deleghe all'assessore Vincenzo Parrino. Al capogruppo di «Sanremo Indipendente» Roberto Parsi, uomo di riferimento di Marra, è stata invece affidata la viabilità, il piano del traffico e i parcheggi prima in mano all'assessore Gianni Salesi. Nessuna reazione da parte dei membri di giunta, forse sentitiSI anche alleggeriti dal lavoro, ma l'annuncio ha scatenato l'ira del capogruppo dei Democratici di Sinistra Bruno Barbaro. Il diessino già più volte si era scontrato in aula con il proprio presidente del consiglio, cui lo lega anche un vincolo di parentela essendone il cugino, per evidenti incomprensioni soprattutto caratteriali e personali. «È l'ultima volta che accettiamo decisioni così importanti senza averne prima parlato in maggioranza - ha detto il capogruppo dei DS Barbaro - Questo non è un modo di fare e di comportarsi con i propri consiglieri».
Il gelo ha subito preso piede in aula, con la minoranza che, negli interventi successivi, ha sottolineato l'ennesimo momento di scontro interno complimentandosi addirittura con il proprio avversario politico diessino per la posizione presa. In un secondo intervento Barbaro, con enfasi ancora più critica, ha ribadito: «Si sappia che noi, sulle problematiche inerenti le società partecipate, continueremo a rapportarci solo con il sindaco che è il vero e unico titolare della delega». Dopo poco ha preso la parola lo stesso Marra che ha ricordato come il regolamento preveda che il presidente del consiglio possa fungere anche da collegamento tra le società partecipate e il consiglio comunale. «Tutti si lamentano della poca informazione che si ha delle società partecipate - ha aggiunto il sindaco Claudio Borea - il presidente del consiglio è nelle condizioni di sopperire a questo».
L'imbarazzo tra i banchi della maggioranza era palpabile, con la consapevolezza che non si possa più di tanto giocare con i numeri che sostengono Borea con una maggioranza non più solida come il giorno della sua elezione. Il capogruppo di Alleanza Nazionale Umberto Bellini ha infatti fatto notare che, poco prima delle votazioni, se la minoranza avesse abbandonato l'aula sarebbe venuto a mancare il numero legale. «Quello che è successo è una cosa inaccettabile - ha detto il consigliere comunale di Forza Italia Adriano Battistotti - Se il sindaco non si rapporta con i propri consiglieri per decisioni interne, mi chiedo con chi si confronterà per prendere decisioni importanti per la città, visto che in un anno e mezzo non è riuscito a prenderle da solo».