Tra le delegazioni una gara degna di un vero derby

«I fuochi a giorno sono rumori. Sono musica. Il cromatismo si fa con i fumi. Io sparo le stelle filanti, i pupazzi, le bandiere, cose che di notte non si fanno. Di notte è più facile perché basta avere un buon cromatismo nella testa, mentre lo spettacolo a giorno è una sequenza ritmica: la maggiore o minore intensità, le pause... Ma anche colori, sirene, crepitii». A parlare è Carlo Ferreccio, l’unico pirotecnico di Recco a partecipare alla gara (da 12 anni organizza i fuochi per il quartiere Marzemma). Si può dire che ci è nato in mezzo ai fuochi artificiali. Fin da bambino, nell’immediato dopoguerra, Ferreccio ha frequentato la fabbrica di fuochi d’artificio della famiglia Mosto, l’unica a Recco, e lì ha imparato i primi segreti del mestiere. «Per noi la festa più importante dell’anno non era il Natale ma quella dell’8 settembre dedicata alla Madonna del Suffragio. Lavoravamo tutto l’anno per organizzare i festeggiamenti». Erano tempi in cui le rivalità tra i vari quartieri erano molto forti (tanto che quando due giovani di quartieri diversi si sposavano si parlava di matrimonio misto). Rivalità che avevano il loro culmine proprio nella gara di fuochi d’artificio. Oggi queste vecchie rivalità non esistono più e le famiglie degli storici quartieri collaborano tra di loro. Ma la competizione pirotecnica è ancora forte. Si tratta di una gara in cui non esiste una giuria in quanto il giudizio è affidato alla gente degli stessi quartieri che riconoscono il vincitore in chi ha organizzato lo spettacolo più sorprendente. Il 9 settembre c’è l’ammaina bandiera e chi reputa di aver fatto lo spettacolo più bello toglie le bandiere con le effigi di Genova e della Madonna del Suffragio e alza una bandiera rosa. Una soddisfazione che dura tutto l’anno con tanto di prese in giro e sfottò tra i vari quartieri. L’anno passato è stato proprio il quartiere di Verzemma a fare l’alzabandiera grazie allo spettacolo allestito da Ferreccio. L’unico spettacolo a giorno della competizione perché é una tradizione che il fuochista locale organizzi i fuochi a giorno, mentre gli altri organizzano i fuochi alla sera, al buio. Anche quest’anno Ferreccio si esibirà giovedì alle 13. Inutile cercare di scoprire che cosa ha studiato questa volta. D’altronde i fuochi sono fatti per stupire, spiega Ferreccio: «Ci vuole tanta tecnica ma anche della fantasia. Uno spettacolo deve rimanere un segreto fino all'ultimo, il segreto è nell’arte pirotecnica».