Delfino «annuncia» il suicidio

Chiede lamette da barba per tagliarsi la gola

«Datemi le lamette da barba che mi devo tagliare la gola, così mi stacco la testa e ve la porgo su un vassoio». Con queste parole pronunciate agli agenti della polizia penitenziaria Luca Delfino, in carcere dallo scorso 10 agosto, giorno in cui ha sgozzato in centro a Sanremo la sua ex fidanzata Maria Antonia Multari, ha minacciato intenti suicidi. A confermarlo è stato il suo avvocato, Riccardo Lamonaca, che ieri ha raccolto la confidenza di Delfino. «Il suo stato mentale è peggiorato negli ultimi giorni - ha dichiarato il legale - Era molto nervoso e mi ha manifestato propositi pesantemente autolesionistici». Delfino si sarebbe dichiarato in questo stato in seguito alla diffidenza che ha riscontrato alle sue dichiarazioni, rese anche al pm Vittore Ferraro, secondo cui non ricorderebbe nulla del giorno dell'omicidio. La sua memoria si sarebbe fermata al giorno precedente per riprendere nel momento in cui si è trovato insanguinato e con le manette ai polsi. La sua versione non cambia, anche nell'incontro di ieri Delfino ha confermato la sua convinzione che Maria non sia mai morta ma che sia tutta una montatura per convincerlo, comprese le immagini del funerale della ragazza trasmesse in televisione e pubblicate sui giornali. Delfino si è anche lamentato di non poter condurre una vita carceraria normale a causa delle continue minacce che riceve dagli altri detenuti, obbligandolo così a rinunciare all'ora d'aria per non aver contatti con altre persone. Le giornate le trascorre quindi sempre chiuso in cella, dove è insieme ad un anziano spagnolo che sta scontando una pena di tre anni per una condanna di droga. Ha deciso di farsi crescere la barba e proprio questo particolare avrebbe portato alla luce i suoi intenti suicidi. Gli agenti, vedendolo acquistare all'interno del carcere le lamette ma notandolo sempre con la barba incolta avrebbero chiesto spiegazioni e Delfino, rispondendo, avrebbe esplicato le sue intenzioni autolesionistiche. Intanto ieri mattina c'è stata la nomina, in procura a Sanremo, per la perizia psichiatrica che dovrà valutare lo stato mentale di Delfino al momento dell'omicidio. Sono stati nominati tre differenti periti di parte, del pm, della difesa e della famiglia Multari. Il suo difensore ha poi chiesto di acquisire alcuni documenti relativi allo stato mentale di Delfino. Tra questi quello con cui è stato riformato dal servizio di leva per motivi legati proprio a problemi psichici ed una richiesta del 2005 di incontri presso un centro specializzato di salute mentale a Genova Bolzaneto.