A Delfino non piace la mensa del carcere

Non gli piace quello che passa la mensa. Luca Delfino, l’assassino dell’ex fidanzata Maria Antonietta Multari, in carcere non ci sta volentieri. E oltretutto si sente minacciato da qualcuno che potrebbe avere motivi anche personali per fargli del male. Delfino, 30 anni, di Serra Riccò (Genova), che il 10 agosto scorso ha ucciso con una quarantina di coltellate l’ex fidanzata di 33 anni si lamenta. Lo ha dichiarato il suo difensore, l’avvocato Riccardo Lamonaca, all’uscita del Palazzo di Giustizia di Sanremo, dove, davanti al Gup Maria Grazia Leopardi, si è aperto ieri l’incidente probatorio, con l’affidamento dell’incarico al Ris di Parma, relativo all’esame del sangue repertati sul luogo del delitto. L’avvocato Lamonaca, tuttavia, non ha specificato l’identità di questa o queste persone. Non si sa, quindi, se si tratti di familiari, conoscenti, amici o altre persone ancora. La mamma di Maria Antonietta, Rosa, smentisce che ci siano detenuti che possano avere un qualche legame con la sua famiglia, mentre l’avvocato di parte civile, Marco Bosio, afferma: «Sono altre invenzioni di Delfino. Se Delfino si sente minacciato, dica esattamente da chi, anziché continuare con la solita farsa e pantomima. Sappia, tuttavia, che deve lasciare stare la famiglia e i due poveri genitori della ragazza, già distrutti dal dolore per la perdita della figlia». Al termine dell’incontro, i carabinieri del Ris si sono recati in commissariato per ritirare gli effetti personali di Delfino, sequestrati il giorno dell’omicidio. Il gup Leopardi ha fissato al 14 gennaio 2008, l’udienza per il deposito della perizia che servirà a confermare a chi appartengono le tracce di sangue. Per il 27 ottobre, invece, è atteso un nuovo incontro per la perizia psichiatrica che dovrà stabilire la capacità di intendere e volere di Delfino. Per la prima volta dal giorno dell’arresto, ieri, il giovane assassino si è presentato a Palazzo di Giustizia. Barba lunga e aspetto trasandato, ha voluto assistere all’udienza. Al suo avvocato, Lamonaca, ha di nuovo detto di rivedere i genitori ed ha chiesto di far loro presente che gli servono indumenti invernali, oltre che delle lenti a contato nuove. Ha, poi, detto di mangiare poco e di non apprezzare per nulla il cibo passato dal carcere. Spesso, infatti, preferisce acquistare qualche genere alimentare dallo spaccio.