La delibera non è on line. Copie su carta a peso d’oro

Inesistente la delibera on-line e il Comune di Ladispoli fa pagare (care) le fotocopie ai cittadini. Mezzo euro ogni pagina formato A4, un euro se in A3, oltre a 5 euro per i «diritti di istruttoria».
Una denuncia alla Finanza con l’apertura di un’indagine mirata a fare chiarezza su una questione a dir poco imbarazzante per l’amministrazione di centrosinistra della cittadina balneare. Tutto inizia quando il responsabile della sezione locale della Fiamma Tricolore, Fabrizio Dominici, prova a cercare in rete il testo di un atto pubblico approvato due anni fa. La delibera numero 17 del 16 aprile 2007, in particolare, che riguarda le norme a salvaguardia delle aree agricole che insistono su un territorio a forte espansione urbanistica. «Sul sito istituzionale del Comune di Ladispoli - spiega Dominici - per certi versi ben fatto, l’atto in questione non compare. Ci sono le delibere di giunta e del consiglio di vari anni ma quella sulla tutela delle aree protette perché destinate all’agricoltura niente. Sono andato a chiedere spiegazioni in piazza Falcone, mi è stato riferito che sarebbe bastato compilare un modulo e, in 6 giorni, avrei avuto le copie conformi all’originale di tutti gli atti. Quando sono andato a ritirarle, il 20 maggio, mi hanno chiesto 15 euro per un totale di 20 pagine fotocopiate». Il punto, fra l’altro, è proprio questo: come denunciato alle Fiamme Gialle, nessun impiegato o messo comunale ha specificato nel momento della richiesta il costo del servizio. Un atto dovuto, invece, secondo il malcapitato e le stesse associazioni dei consumatori alle quali si rivolto l’uomo. «Ho segnalato quanto avvenuto agli inquirenti perché a loro volta interessino la Corte dei Conti - conclude Dominici -. Non si capisce perché uno strumento di verifica importante per quanti risiedono a Ladispoli e assistono ogni giorno a pesanti trasformazioni del territorio, non sia accessibile a tutti senza spendere soldi. Avremmo voluto verificare alcune situazioni senza mettere mano al portafogli».
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